Il Crollo del Prezzo del Grano Duro: Impatti e Prospettive per le Imprese Locali in Puglia
Negli ultimi anni, il settore agricolo pugliese, in particolare la cerealicoltura, ha affrontato sfide significative. Dal 2022, il prezzo del grano duro è crollato del 44%, passando da 490 euro a 277 euro a tonnellata, secondo le ultime quotazioni delle Borse Merci di Foggia e Bari. Questo drastico calo ha messo in ginocchio migliaia di cerealicoltori, i cui costi di produzione hanno superato i 1.200 euro per ettaro.
Un Settore in Crisi
Il primo semestre del 2025 ha visto l’Italia importare 1,47 milioni di tonnellate di grano duro, con un incremento del 9% rispetto al 2024. Nel 2022, le importazioni avevano già superato i 2,2 milioni di tonnellate. Questa dinamica preoccupa gli agricoltori pugliesi, che vedono minacciata la redditività della produzione nazionale.
Le Voci degli Agricoltori
Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale e presidente regionale di Cia Puglia, ha espresso forti preoccupazioni: “Regole e politiche non tutelano a sufficienza i produttori italiani. Unione Europea e Governo devono fare di più”. In risposta a questa crisi, Cia Puglia ha avviato nel 2023 una campagna nazionale a favore del grano duro e della pasta 100% italiana, raccogliendo quasi 100mila firme e ottenendo l’adesione di circa 50 comuni pugliesi.
Misure Necessarie per il Settore
Secondo Sicolo, è fondamentale adottare misure concrete per sostenere il settore. Tra le proposte ci sono: aggregazione della domanda, investimenti nella logistica e nello stoccaggio, incentivi ai produttori e ricerca per la qualità. Un aspetto cruciale è la reciprocità delle regole con i Paesi extraeuropei, che spesso utilizzano prodotti chimici vietati in Italia e nell’Unione Europea.
La Situazione nella Provincia di Foggia
La situazione è particolarmente critica nella provincia di Foggia. Angelo Miano, presidente provinciale di Cia Capitanata, ha sottolineato che negli ultimi anni sono andati persi circa 20mila ettari coltivati a grano duro tra Foggia, BAT e l’area metropolitana di Bari. La mancanza di una stagione irrigua ha aggravato ulteriormente la situazione, con invasi vuoti nonostante la presenza di diverse dighe.
Prospettive Future e Necessità di Azione
Miano ha dichiarato: “Occorrono misure drastiche, perché i Paesi da cui importiamo – come Stati Uniti e Canada – difendono i loro mercati con dazi pesanti. L’Italia e l’Europa non possono rimanere immobili”. La necessità di un intervento tempestivo è evidente, non solo per salvaguardare i produttori locali, ma anche per garantire la qualità e la sostenibilità della filiera agroalimentare pugliese.
Il Ruolo delle Imprese Locali
Le imprese locali, come i pastifici e i mulini, sono direttamente colpite da questa crisi. La pasta di semola di grano duro è uno dei prodotti tipici della Puglia, e la sua produzione dipende fortemente dalla disponibilità e dal prezzo del grano. Le aziende come il Pastificio De Matteis e il Mulino Caputo stanno cercando di adattarsi a questa nuova realtà, ma necessitano di un supporto concreto per continuare a operare in un mercato sempre più competitivo.
Iniziative Regionali e Bandi di Sostegno
La Regione Puglia ha avviato diversi bandi per sostenere il settore agricolo, mirando a incentivare l’innovazione e la sostenibilità. Programmi come il PSR Puglia 2014-2020 offrono opportunità di finanziamento per migliorare le tecniche di coltivazione e la gestione delle risorse idriche. Tuttavia, è fondamentale che i produttori locali siano informati e supportati nell’accesso a queste risorse.
Conclusioni
La crisi del grano duro rappresenta una sfida significativa per il settore agricolo pugliese. È essenziale che le istituzioni, le associazioni di categoria e le imprese locali collaborino per trovare soluzioni efficaci. Solo attraverso un approccio integrato e misure concrete sarà possibile garantire un futuro sostenibile per i cerealicoltori e per l’intera filiera agroalimentare della Puglia.

















