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Erosione delle coste basse in Puglia: la Regione chiarisce “Nessuna esclusione politica”

Analisi dell’Intervento della Regione Puglia per la Mitigazione dell’Erosione Costiera

La recente nota della Regione Puglia riguardante l’Avviso pubblico per la selezione di interventi finalizzati alla mitigazione dell’erosione delle coste basse ha suscitato un acceso dibattito, in particolare tra i Comuni salentini che non hanno ricevuto finanziamenti. Questo intervento regionale, finanziato attraverso il Programma Regionale Puglia FESR-FSE+ 2021-2027, ha visto la partecipazione di 17 comuni costieri pugliesi, ma ha escluso alcuni territori che si trovano in situazioni di vulnerabilità costiera.

Contesto e Obiettivi dell’Avviso

L’Avviso era aperto a tutti i Comuni costieri pugliesi, con l’obiettivo di contrastare l’erosione delle coste, un fenomeno che colpisce in modo particolare il litorale pugliese, dal Gargano al Salento. I criteri di valutazione adottati dalla Regione sono stati definiti oggettivi e stringenti, in linea con le politiche europee per la sostenibilità e l’adattamento climatico. Tra i criteri considerati vi sono il livello di rischio, la qualità progettuale e la cantierabilità immediata.

Graduatoria e Finanziamenti: Un’Analisi Critica

La graduatoria finale ha suddiviso i progetti in tre categorie: finanziati, ammissibili ma non finanziati, e non ammessi. I comuni che hanno ricevuto finanziamenti includono Rodi Garganico, Zapponeta, Massafra e Ostuni, per un totale di circa 15,9 milioni di euro. Tuttavia, tre comuni del Leccese—Ugento, Lecce e Melendugno—hanno presentato progetti ammissibili ma non finanziati a causa dell’esaurimento delle risorse disponibili.

Il caso di Ugento è emblematico: il progetto, valutato circa 4,1 milioni di euro, è risultato immediatamente successivo a quelli finanziati. Gli uffici regionali hanno suggerito due possibili strade: un cofinanziamento comunale o l’attesa di un eventuale incremento delle risorse che permetterebbe lo scorrimento della graduatoria.

Reazioni Politiche e Accuse di Esclusione

La Regione ha respinto le accuse di esclusioni “a tavolino”, affermando che “nessun Comune è stato escluso per scelta politica o territoriale”. Questo passaggio è cruciale, poiché evidenzia la volontà della Regione di mantenere un approccio trasparente e basato su criteri oggettivi. Tuttavia, le polemiche continuano, con alcuni sindaci che lamentano una mancanza di attenzione verso le aree più vulnerabili, come il Salento.

Strategie Future e Nuove Risorse

La Regione ha sottolineato che questo intervento non esaurisce l’impegno nella difesa della costa, ma rappresenta l’inizio di un percorso strutturato per affrontare l’erosione costiera. Sono previsti nuovi bandi e ulteriori risorse, con una programmazione a medio-lungo termine. Questo approccio è fondamentale, considerando che l’erosione costiera è un problema che interessa l’intero litorale pugliese.

Inoltre, la Regione ha chiarito che per le coste alte non si procederà con bandi pubblici, ma attraverso procedure negoziali e la piattaforma ReNDiS, gestita da ISPRA. Questo metodo potrebbe risultare più efficace per affrontare le problematiche legate a falesie e dissesto delle coste alte, ma solleva interrogativi sulla trasparenza e sull’accessibilità per i comuni.

Conclusioni e Riflessioni Finali

In conclusione, l’intervento della Regione Puglia per la mitigazione dell’erosione costiera rappresenta un passo importante, ma non privo di criticità. La gestione delle risorse e la trasparenza nella selezione dei progetti sono elementi fondamentali per garantire che tutti i comuni, in particolare quelli più vulnerabili, possano beneficiare di interventi necessari per la salvaguardia del territorio. La sfida sarà quella di mantenere un dialogo aperto tra la Regione e gli enti locali, affinché le future misure siano realmente inclusive e rispondano alle esigenze di tutte le comunità costiere pugliesi.

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