La Carenza di Personale Qualificato nelle Imprese Artigiane Pugliesi: Un Problema Strutturale
Bari, 18 febbraio 2026 – La carenza di personale qualificato nelle imprese artigiane pugliesi è diventata un problema strutturale del mercato del lavoro. Secondo Michele Dituri, presidente di Confartigianato Imprese Puglia, la difficoltà nel reperire figure specializzate non è solo un fenomeno temporaneo, ma nasce da fattori demografici, culturali e strutturali, aggravati dall’assenza di politiche di sistema efficaci.
Dati allarmanti sul mercato del lavoro
I dati dell’Ufficio Studi di Confartigianato mostrano che in Puglia oltre il 42% delle posizioni vacanti nelle imprese artigiane è quasi impossibile da coprire. Nel 2025, la quota di imprese che segnalano difficoltà di reperimento ha raggiunto il 53,8%, con un incremento di 3,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Il problema principale è il ridotto numero di candidati disponibili (60%), mentre l’inadeguatezza delle competenze rappresenta un ostacolo nel 32% dei casi.
Le imprese artigiane pugliesi, che spaziano dai settori della ceramica di Grottaglie alle aziende vinicole del Salento, fino ai laboratori di moda a Bari, si trovano quindi in una situazione critica. Gli operai specializzati, con il 43,2% delle entrate previste, restano il pilastro del settore artigiano, a fronte del 14,1% delle imprese non artigiane, evidenziando il forte legame con le competenze tecniche.
Le cause della carenza di personale
Le cause del fenomeno sono molteplici: lo skill shortage si somma all’inverno demografico, con giovani che spesso devono scegliere il lavoro senza una reale consapevolezza delle opportunità. Dituri sottolinea che l’orientamento precoce e la formazione duale sono strumenti fondamentali, ancora poco diffusi in Puglia, mentre i percorsi ITS post-diploma intervengono troppo tardi nel processo di formazione.
In particolare, la formazione duale potrebbe rappresentare una soluzione efficace per colmare il gap di competenze. Tuttavia, attualmente, solo una ristretta percentuale di studenti ha accesso a questi programmi, limitando le opportunità di apprendimento pratico e diretto nelle aziende.
Un appello alla rivoluzione culturale
Secondo Confartigianato, è urgente una rivoluzione culturale che coinvolga scuole, famiglie e imprese, puntando su apprendistato duale, orientamento precoce e collegamento tra politiche formative e sviluppo economico. Dituri conclude: “Dove questi principi sono stati applicati, il mismatch si è ridotto e i giovani hanno trovato realizzazione, consentendo alle imprese di crescere. È ora di cambiare passo e costruire una strategia organica e coordinata per lo sviluppo del settore”.
Iniziative e bandi regionali
La Regione Puglia ha avviato diversi bandi regionali per incentivare la formazione e l’occupazione giovanile, come il programma “Garanzia Giovani”, che mira a facilitare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Tuttavia, è fondamentale che queste iniziative siano accompagnate da un monitoraggio costante e da un adeguato coinvolgimento delle imprese per garantire che le competenze richieste siano effettivamente trasferite ai giovani.
Conclusioni e prospettive future
La situazione attuale delle imprese artigiane in Puglia richiede un intervento immediato e coordinato. La carenza di personale qualificato non è solo un problema per le aziende, ma rappresenta un ostacolo allo sviluppo economico della regione. Investire nella formazione, promuovere l’orientamento precoce e rafforzare il legame tra istruzione e mondo del lavoro sono passi fondamentali per garantire un futuro prospero alle imprese pugliesi e ai giovani che vi lavorano.
In conclusione, la Puglia ha l’opportunità di trasformare questa crisi in un’occasione di crescita, ma è necessario un impegno collettivo da parte di tutti gli attori coinvolti: istituzioni, scuole e imprese. Solo così si potrà costruire un futuro in cui le competenze richieste dal mercato siano in linea con le aspirazioni dei giovani, creando un circolo virtuoso di sviluppo e occupazione.
















