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A cinque anni dal Covid, la sanità pugliese fa il bilancio: “Maggiore sicurezza e risorse per il futuro”

Lezioni dalla Pandemia: Un Futuro per la Sanità Pugliese

Cinque anni dopo lo scoppio della pandemia da Covid-19, la sanità pugliese si trova a un bivio cruciale. Durante il convegno “Covid-19, 5 anni dopo: cosa abbiamo imparato?“, tenutosi all’Ospedale Generale Regionale Miulli, è emersa una richiesta chiara: continuare a investire per rafforzare il sistema pubblico.

Un Messaggio Chiaro dalla Regione

Il vice presidente della Regione Puglia e assessore alla Sanità, Raffaele Piemontese, ha sottolineato l’importanza di considerare la sanità non come una semplice infrastruttura, ma come un sistema che necessita di risorse, personale qualificato e sicurezza. “È fondamentale investire ancora, potenziare il nostro sistema e proteggere gli operatori sanitari, troppo spesso vittime di aggressioni”, ha affermato Piemontese.

Il Ruolo Cruciale dell’Ospedale Miulli

Durante il convegno, il direttore sanitario del Miulli, Vitangelo Dattoli, ha moderato un dibattito che ha visto la partecipazione di figure istituzionali e sanitarie di primo piano, tra cui Monsignor Giuseppe Russo, governatore dell’Ospedale Miulli, e Antonio Decaro, ex sindaco di Bari e oggi parlamentare europeo. La presenza di tali figure ha messo in evidenza l’importanza della collaborazione tra istituzioni e operatori sanitari.

Investimenti e Risultati

Piemontese ha ricordato come la Puglia sia riuscita ad aumentare i posti in terapia intensiva da 300 a oltre 450, con ulteriori 130 letti in arrivo grazie ai fondi del PNRR. “All’inizio non avevamo alcuna conoscenza del virus, ma abbiamo reagito con prontezza”, ha dichiarato l’assessore, evidenziando l’importanza di un sistema sanitario reattivo e ben strutturato.

Un Modello di Riferimento

Il direttore del Dipartimento Promozione della Salute, Vito Montanaro, ha messo in luce il ruolo chiave dell’Ospedale Miulli durante il picco della pandemia, garantendo 200 posti letto e salvando migliaia di vite. “Le nostre decisioni, spesso in anticipo rispetto alle linee guida nazionali, ci hanno permesso di diventare un modello di riferimento”, ha sottolineato Montanaro.

Un Futuro di Speranza

Il convegno ha rappresentato non solo un’occasione di bilancio, ma anche un momento di riflessione sulle sfide future. Monsignor Giuseppe Satriano, vescovo di Bari-Bitonto, ha chiuso i lavori con un auspicio carico di umanità: “Mi auguro che questa esperienza dolorosa lasci in eredità un rinnovato impegno verso la cura e la centralità della persona”.

Conclusioni e Prospettive

Il messaggio emerso dal convegno è chiaro: la sanità pugliese deve continuare a evolversi e migliorare, affinché quanto vissuto durante la pandemia non vada dimenticato, ma diventi un motore di cambiamento per un sistema sanitario sempre più forte e vicino ai cittadini. La sfida è grande, ma con un impegno collettivo e investimenti mirati, la Puglia può costruire un futuro migliore per la sua sanità.

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