Decarbonizzazione dell’ex Ilva di Taranto: Un Passo Verso il Futuro Sostenibile
Un Accordo Cruciale per la Transizione Energetica
Recentemente, nella sede del ministero delle Imprese a Roma, è stata firmata una bozza d’intesa che coinvolge il governo, la Regione Puglia, i Comuni e tutte le amministrazioni interessate per avviare la decarbonizzazione dell’ex Ilva di Taranto. Questo accordo rappresenta un passo significativo verso la transizione energetica, prevedendo lo spegnimento delle aree a caldo alimentate a carbone e la loro sostituzione con forni elettrici. Tuttavia, non sono state ancora stabilite né le tempistiche per la transizione né la localizzazione del polo DRI, l’impianto necessario per produrre il preridotto, materia prima fondamentale per alimentare i nuovi forni elettrici.
Il Ruolo delle Istituzioni Locali
Il documento è stato sottoscritto da quattro ministeri (Ambiente, Imprese, Salute e Interno), dalla Regione Puglia, dalla Provincia di Taranto, dai Comuni di Taranto e Statte, dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio e dalle società in amministrazione straordinaria legate all’ex Ilva. Il presidente della Provincia di Taranto, Gianfranco Palmisano, ha definito l’accordo come «un passo concreto verso quella decarbonizzazione dello stabilimento ex Ilva che per troppo tempo è rimasta solo una promessa». Ha inoltre rivendicato l’aumento del fondo sanitario, le garanzie occupazionali e il potenziamento del monitoraggio ambientale.
Le Preoccupazioni dei Sindacati
Nonostante l’ottimismo espresso dalle istituzioni, i sindacati si mostrano scettici. Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, ha dichiarato che il documento è «privo di tutele e certezze sotto ogni punto di vista per i lavoratori e le comunità interessate». Michele De Palma, leader della Fiom, ha chiesto una partecipazione pubblica nella proprietà, mentre Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim, ha sottolineato l’importanza che il polo DRI venga costruito a Taranto.
Un Passato Complesso e un Futuro Incerto
Lo stabilimento ex Ilva, attivo dagli anni Sessanta e per decenni il più grande d’Europa, è da anni al centro di una crisi industriale e ambientale. Sotto amministrazione straordinaria dal 2015, oggi produce molto meno della capacità autorizzata di sei milioni di tonnellate annue e mantiene migliaia di lavoratori in cassa integrazione. Le indagini epidemiologiche hanno documentato un eccesso di patologie e mortalità nella zona, in parte attribuito alle emissioni industriali. Questo contesto rende la questione della decarbonizzazione non solo una necessità economica, ma anche una questione di salute pubblica.
Implicazioni Ambientali e Sociali
Se realizzata nei tempi e nelle modalità previste, la riconversione ai forni elettrici potrebbe ridurre drasticamente le emissioni di gas serra e le polveri sottili, contribuendo a migliorare la qualità dell’aria nella provincia di Taranto. Tuttavia, la mancanza di certezze riguardo ai tempi e alla localizzazione del nuovo impianto DRI rappresenta un ostacolo significativo. Le decisioni su questi aspetti sono rinviate a dopo il 12 settembre, quando scadranno le offerte vincolanti per l’assegnazione dello stabilimento.
Conclusioni e Prospettive Future
La firma dell’intesa rappresenta un momento cruciale per il futuro dell’ex Ilva e per la comunità di Taranto. Tuttavia, è fondamentale che le istituzioni e le aziende coinvolte garantiscano trasparenza e coinvolgimento delle parti interessate, in particolare dei lavoratori e delle comunità locali. Solo così si potrà costruire un futuro sostenibile e giusto per tutti, evitando che la transizione energetica diventi un ulteriore motivo di conflitto sociale.