Riforma della Violenza Sessuale: Un Passo Indietro per le Donne in Puglia

La recente proposta di legge, nota come ddl Bongiorno, sta suscitando un acceso dibattito in tutta Italia, e in particolare in Puglia, dove le donne stanno alzando la voce contro una riforma che potrebbe rendere più difficile denunciare gli abusi sessuali. La testimonianza di Francesca, una professionista di circa 40 anni e volontaria in centri anti-violenza nella provincia di Foggia, mette in luce le preoccupazioni di molte donne.

La Testimonianza di Francesca

Francesca racconta un’esperienza traumatica avvenuta tre anni fa, quando, dopo una festa, un amico ha tentato di forzarla a un rapporto sessuale. Nonostante il suo chiaro rifiuto, è stata vittima di violenza. “Fui stuprata. Al mio risveglio, notai dei lividi sulle braccia”, confida. La paura di non essere creduta, soprattutto a causa dell’alcol, l’ha portata a non denunciare l’accaduto. Oggi, con il ddl Bongiorno, teme che per molte donne sarà ancora più complicato farsi ascoltare.

Le Implicazioni della Riforma

Il ddl Bongiorno modifica l’articolo 609 bis del codice penale, cambiando la definizione di violenza sessuale. Non si parlerà più di “consenso libero e attuale”, ma di “atto compiuto contro la volontà della persona”. Questo cambiamento, secondo le promotrici della protesta, potrebbe avere effetti devastanti sulla possibilità di denuncia da parte delle vittime. “Questa legge rende praticamente impossibile per una donna denunciare”, afferma Francesca, sottolineando come il codice rosso avesse già aumentato le denunce, mentre ora lo stigma per le donne potrebbe crescere ulteriormente.

Le Voci degli Esperti

Daniela Gentile, avvocata e coordinatrice del Centro antiviolenza Rinascita Donna, esprime preoccupazione per la vaghezza della nuova definizione di consenso. “L’inversione della prova mette la responsabilità sulla persona offesa, che già subisce un forte stress psicologico durante il processo di denuncia”, spiega. Gentile critica anche la scarsa considerazione riservata agli operatori dei centri anti-violenza nella formulazione delle riforme.

Manifestazioni in Puglia

Francesca e molte altre donne parteciperanno a manifestazioni in Puglia e in altre città italiane per contestare la modifica legislativa. Questi eventi rappresentano un’importante occasione di mobilitazione per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla necessità di proteggere i diritti delle donne e garantire un ambiente sicuro per tutte.

Un Appello alla Comunità

La situazione attuale richiede un’attenzione particolare da parte delle istituzioni e della società civile. È fondamentale che le donne si sentano supportate e credute, e che le leggi siano formulate in modo da garantire la loro sicurezza e dignità. La Puglia, con la sua rete di centri anti-violenza, ha un ruolo cruciale nel sostenere le vittime e nel promuovere una cultura del rispetto e della prevenzione.

In conclusione, la riforma proposta dal ddl Bongiorno rappresenta un potenziale passo indietro nella lotta contro la violenza di genere. È essenziale che le voci delle donne, come quella di Francesca, vengano ascoltate e che si lavori insieme per garantire un futuro in cui ogni donna possa sentirsi al sicuro e protetta.

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