Violenza a Bari: Ridotte le Condanne per Tentato Omicidio nel Quartiere San Girolamo
La recente decisione della Corte di Appello di Bari ha suscitato preoccupazione e dibattito tra i cittadini pugliesi. Tre giovani baresi, Massimiliano Biasi, Michele Portoghese e Michele D’Addabbo, sono stati condannati per tentato omicidio e detenzione illegale di arma, ma le loro pene sono state dimezzate rispetto a quelle inflitte in primo grado.
Il Fatto
Il 21 gennaio 2024, nel quartiere San Girolamo di Bari, i tre uomini avrebbero inseguito un’altra auto, una 500X bianca, dopo un litigio avvenuto all’esterno di una discoteca. La situazione è rapidamente degenerata: dopo aver costretto l’altra vettura a fermarsi, D’Addabbo e Portoghese sono scesi armati di pistole, puntandole contro gli occupanti. Biasi, nel tentativo di vendicarsi di un colpo subito, ha cercato di far scendere uno dei ragazzi dall’auto. Quando l’altra vettura ha tentato di allontanarsi, i due hanno aperto il fuoco, esplodendo nove colpi ad altezza d’uomo.
Le Condanne
In primo grado, il giudice aveva inflitto pene che variavano tra gli 8 anni e 8 mesi e 8 anni e 6 mesi. Tuttavia, la Corte di Appello ha ridotto le condanne a 4 anni e 4 mesi per Biasi (assolto dalla detenzione dell’arma) e 4 anni e 6 mesi per Portoghese e D’Addabbo. I giudici hanno escluso l’aggravante del metodo mafioso, un aspetto che ha suscitato interrogativi sulla percezione della sicurezza nel quartiere e nella città.
Impatto sulla Comunità
Questo episodio di violenza non è isolato. La città di Bari ha visto un aumento di episodi di violenza giovanile, che preoccupano le istituzioni e i cittadini. La riduzione delle pene ha sollevato interrogativi sulla giustizia e sulla capacità delle autorità di garantire la sicurezza. Molti residenti di San Girolamo si sentono insicuri e chiedono maggiori misure di prevenzione e controllo.
Riflessioni e Reazioni
Le reazioni alla sentenza sono state contrastanti. Alcuni cittadini esprimono delusione per la percezione che la giustizia non punisca adeguatamente atti di violenza, mentre altri temono che la riduzione delle pene possa incoraggiare comportamenti simili in futuro. Le istituzioni locali, tra cui il Comune di Bari, sono chiamate a rispondere a queste preoccupazioni, implementando politiche di sicurezza più efficaci e coinvolgendo la comunità in iniziative di prevenzione.
Conclusioni
La vicenda di San Girolamo è un campanello d’allarme per la comunità pugliese. La lotta contro la violenza giovanile richiede un impegno collettivo, che coinvolga non solo le forze dell’ordine, ma anche le famiglie, le scuole e le associazioni locali. Solo attraverso un approccio integrato sarà possibile garantire un futuro più sicuro per i giovani e per tutti i cittadini di Bari.














