Impatto Economico della Transizione Energetica in Puglia: Il Caso della Centrale “Federico II”
La situazione attuale della centrale a carbone “Federico II” di Brindisi rappresenta un punto cruciale per l’economia locale e per il futuro occupazionale dei lavoratori. La recente nota di Massimo Di Cesare, segretario generale Cgil Brindisi, mette in evidenza le difficoltà che stanno affrontando i lavoratori e le imprese locali a causa della disattesa degli accordi da parte di Enel, Sir, Confindustria e Cna.
Un Accordo Tradito: Conseguenze per il Settore Energetico
Il 23 dicembre 2025, un accordo era stato sottoscritto in prefettura con l’obiettivo di garantire una transizione fluida per i lavoratori della centrale. Tuttavia, l’inosservanza di tali impegni ha creato un clima di incertezza che pesa non solo sui dipendenti, ma anche sulle imprese locali che dipendono dall’indotto energetico. La centrale, storicamente un pilastro dell’economia brindisina, si trova ora in una situazione di stallo, con la possibilità di chiusura definitiva o di passaggio a riserva fredda.
Le Richieste dei Sindacati e le Prospettive Occupazionali
Di Cesare ha sollecitato il presidente della Regione Puglia a convocare Enel per discutere le misure necessarie per garantire la sicurezza occupazionale. Tra le richieste principali ci sono:
- Definizione di un programma di messa in sicurezza e bonifiche degli impianti, essenziale per la salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica.
- Avvio del progetto Bess, che prevede la creazione di nuove opportunità lavorative e la formazione professionale necessaria per i lavoratori.
- Attivazione di ammortizzatori sociali per supportare i lavoratori durante la transizione, garantendo loro un sostegno economico per almeno 48 mesi.
- Accelerazione dell’Accordo di Programma con l’avvio di 12 progetti valutati da Invitalia entro aprile 2026.
Il Ruolo delle Imprese Locali e dei Distretti Produttivi
La Puglia è conosciuta per i suoi distretti produttivi, in particolare nel settore agroalimentare e delle energie rinnovabili. La transizione energetica offre un’opportunità unica per le imprese locali di diversificare le loro attività e investire in tecnologie sostenibili. Ad esempio, aziende come Enel Green Power e Solarex stanno già esplorando soluzioni innovative per la produzione di energia rinnovabile, contribuendo così a un’economia più verde.
Inoltre, la Regione Puglia ha lanciato diversi bandi per incentivare l’innovazione e la sostenibilità, come il bando per la creazione di impianti fotovoltaici e il bando per la valorizzazione delle risorse energetiche rinnovabili. Queste iniziative possono rappresentare un’opportunità per le imprese locali di adattarsi al cambiamento e di creare nuovi posti di lavoro.
Dati sull’Occupazione e Prospettive Future
Secondo i dati recenti, il tasso di disoccupazione in Puglia si attesta intorno al 10,5%, con un’incidenza maggiore nelle province di Brindisi e Taranto. La chiusura della centrale “Federico II” potrebbe aggravare ulteriormente questa situazione, rendendo fondamentale l’attuazione di politiche attive per il lavoro e la formazione professionale.
La creazione di nuovi posti di lavoro nel settore delle energie rinnovabili e la formazione di lavoratori qualificati sono essenziali per garantire una transizione equa e sostenibile. Le istituzioni locali devono collaborare con le imprese per identificare le competenze richieste e sviluppare programmi formativi adeguati.
Conclusioni: Verso un Futuro Sostenibile
La situazione della centrale “Federico II” è un campanello d’allarme per l’economia pugliese. È fondamentale che le istituzioni, le imprese e i sindacati collaborino per garantire una transizione energetica che non solo protegga l’ambiente, ma che crei anche nuove opportunità di lavoro per i cittadini pugliesi. La strada da percorrere è complessa, ma con un impegno condiviso è possibile costruire un futuro sostenibile per la Puglia.

















