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Concorso pubblico unico regionale per infermieri: “Inutile la prova preselettiva”

La Questione del Concorso Infermieri in Puglia: Un Appello per l’Efficienza e la Stabilità

Negli ultimi giorni, gli Ordini delle professioni infermieristiche della Puglia hanno inviato una lettera formale ai principali attori della sanità regionale, tra cui il direttore generale della ASL Bari, Luigi Fruscio, e il governatore Antonio Decaro. L’oggetto della missiva è la proposta di introdurre una prova concorsuale preselettiva per il concorso unico regionale per 1.000 posti di infermiere, una decisione che, secondo gli Ordini, potrebbe rivelarsi dannosa e inefficace.

Un Concorso da Rivedere

Il concorso in questione è cruciale per affrontare le carenze di personale che affliggono il sistema sanitario pugliese. Attualmente, la Regione è priva di graduatorie attive a tempo indeterminato per il profilo di infermiere, e l’introduzione di una fase preselettiva rischierebbe di allungare ulteriormente i tempi di assunzione. Questo è particolarmente preoccupante in un contesto in cui il fabbisogno assistenziale è già ampiamente documentato.

Impatto sulle Strutture Sanitarie

La ASL Bari ha già dimostrato, in passato, che è possibile gestire concorsi senza prove preselettive. Nel precedente concorso, circa 16.000 candidati si erano iscritti, ma solo 9.000 si erano presentati, portando a una graduatoria finale di 4.289 idonei. Questo dato suggerisce che l’effettivo numero di partecipanti sarà fisiologicamente inferiore anche per il nuovo concorso, rendendo superflua una fase preselettiva.

Costi e Risorse: Un’Analisi Necessaria

Un altro aspetto critico riguarda i costi aggiuntivi che una prova preselettiva comporterebbe. Questi includono spese per logistica, personale, servizi informatici e vigilanza, che graverebbero sui bilanci aziendali e regionali. In un periodo in cui il Sistema Sanitario Regionale (SSR) pugliese è ancora condizionato da piani di rientro e vincoli finanziari, ogni euro speso deve essere giustificato.

Il Ruolo della Politica e delle Istituzioni

La lettera degli Ordini sottolinea anche un aspetto giuridico fondamentale: l’art. 36, comma 2 del D.Lgs. 165/2001, che limita l’uso di contratti flessibili a esigenze temporanee ed eccezionali. La mancanza di graduatorie a tempo indeterminato costringe il sistema regionale a un utilizzo distorto della flessibilità contrattuale, creando precarietà nel settore. Una graduatoria stabile permetterebbe di rispondere in modo strutturale ai fabbisogni, evitando il precariato “selvaggio”.

Conclusioni: Verso una Sanità più Efficiente

In conclusione, la richiesta degli Ordini delle professioni infermieristiche della Puglia di non introdurre la prova preselettiva è un appello per una sanità più efficiente e stabile. La situazione attuale richiede un’azione tempestiva e mirata per garantire che le strutture sanitarie pugliesi possano operare al meglio, rispondendo alle esigenze della popolazione. La stabilizzazione del personale infermieristico è fondamentale per garantire la qualità dei servizi e la sicurezza dei pazienti.

È essenziale che le istituzioni locali e regionali ascoltino queste preoccupazioni e agiscano di conseguenza, per il bene della salute pubblica in Puglia.

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