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Conou: “Italia leader per l’economia circolare degli oli usati”

Il Settore degli Oli Lubrificanti Usati in Puglia: Un Eccellente Modello di Economia Circolare

In Puglia, come nel resto d’Italia, la gestione degli oli lubrificanti usati rappresenta una sfida significativa, ma anche un’opportunità economica. Ogni anno, il nostro Paese produce circa 190.000 tonnellate di oli usati, provenienti da motori, fabbriche e processi industriali. Questi materiali, altamente inquinanti e contaminati, possono essere trasformati in risorse preziose grazie a un modello di economia circolare che ha reso l’Italia un leader mondiale nel settore.

Il Ruolo del Conou e delle Imprese Locali

Il Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati (Conou) è al centro di questa filiera, coordinando un sistema che recupera il 98% del materiale raccolto. Questo risultato è notevolmente superiore rispetto agli Stati Uniti, che si fermano al 50%, e alla media europea del 60%. Riccardo Piunti, presidente del Conou, sottolinea l’importanza della selezione qualitativa degli oli, che permette di ottimizzare il processo di rigenerazione.

In Puglia, diverse imprese locali sono coinvolte nella raccolta e nel trattamento degli oli usati. Queste aziende, spesso piccole e medie imprese, rappresentano un pilastro fondamentale per l’economia regionale. La rete di 58 imprese di raccolta attive in Italia, molte delle quali operano anche in Puglia, è stata creata già negli anni ’60, prima della fondazione del consorzio. Queste aziende non solo contribuiscono alla salvaguardia dell’ambiente, ma offrono anche opportunità di lavoro a centinaia di persone nella regione.

Impatto Economico e Occupazione

Il settore degli oli lubrificanti usati impiega attualmente circa 2.000 persone in tutta Italia, e una parte significativa di questi posti di lavoro è concentrata in Puglia. Le aziende locali non solo si occupano della raccolta, ma anche della rigenerazione degli oli, trasformandoli in prodotti utili come bitume per guaine, gasolio e basi lubrificanti rigenerate.

Questa attività non solo contribuisce a ridurre l’impatto ambientale, ma genera anche un indotto economico significativo. Le imprese pugliesi possono beneficiare di bandi regionali e fondi europei destinati alla sostenibilità e all’innovazione, incentivando ulteriormente la crescita del settore. Ad esempio, il POR Puglia 2014-2020 ha previsto finanziamenti per progetti che mirano a migliorare la gestione dei rifiuti e promuovere l’economia circolare.

Le Sfide e le Opportunità Future

Nonostante i successi, il settore deve affrontare diverse sfide. La consapevolezza ambientale è in crescita, ma è fondamentale continuare a educare le imprese e i cittadini sull’importanza della corretta gestione degli oli usati. Inoltre, la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica possono giocare un ruolo cruciale nel migliorare l’efficienza dei processi di raccolta e rigenerazione.

Le aziende pugliesi hanno l’opportunità di diventare pionieri in questo campo, sviluppando tecnologie avanzate per la separazione e il trattamento degli oli. Collaborazioni tra università, centri di ricerca e imprese possono portare a soluzioni innovative che non solo miglioreranno la qualità del recupero, ma anche la competitività delle aziende locali.

Conclusioni

Il settore degli oli lubrificanti usati in Puglia rappresenta un esempio virtuoso di come un modello di economia circolare possa trasformare una sfida ambientale in un’opportunità economica. Con il supporto del Conou e delle istituzioni locali, le imprese pugliesi possono continuare a crescere, contribuendo a un futuro più sostenibile e prospero per la regione. La strada è ancora lunga, ma con impegno e innovazione, la Puglia può diventare un modello da seguire anche a livello internazionale.

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