Assoluzione per i manifestanti disabili: un passo avanti per i diritti in Puglia

Si chiude con un’assoluzione piena il procedimento giudiziario legato alla manifestazione “Stop alle barriere”, svoltasi tra il 13 e il 16 luglio 2021 all’interno e all’esterno del palazzo della presidenza della Regione Puglia. Il Tribunale di Bari ha assolto sette persone imputate per interruzione di pubblico servizio e invasione di edificio, stabilendo che “il fatto non sussiste”. Questo verdetto rappresenta un importante riconoscimento per le lotte delle persone con disabilità e per il loro diritto a essere ascoltati.

Il contesto della manifestazione

La protesta era stata organizzata da un gruppo di persone con disabilità che chiedevano modifiche ai piani assistenziali, il riconoscimento del diritto all’assistenza infermieristica e l’erogazione degli assegni di cura. Un tema di grande rilevanza per la Puglia, dove le problematiche legate all’assistenza e alla cura delle persone con disabilità sono particolarmente sentite. La manifestazione si è svolta in un contesto di crescente attenzione verso i diritti delle persone vulnerabili, ma anche di difficoltà nel ricevere risposte concrete dalle istituzioni.

Le conseguenze legali della protesta

Un anno dopo i fatti, ai sette manifestanti era stato notificato un decreto penale di condanna con una multa di 9.425 euro. Dopo l’opposizione al provvedimento, il caso è approdato a giudizio. L’accusa aveva chiesto l’assoluzione per l’ipotesi di interruzione di pubblico servizio e la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione per l’invasione di edificio. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni, ma già ora il verdetto rappresenta un segnale forte contro l’uso della repressione nei confronti di chi esercita il diritto di protesta.

Le reazioni alla sentenza

“Siamo profondamente sollevati e soddisfatti per la sentenza di assoluzione pronunciata oggi dal Tribunale di Bari”, ha dichiarato l’avvocato Giulia Bellipario, difensore di Mariangela Lamanna, tra gli imputati. “Questa decisione riconosce finalmente la natura pacifica e civile di una protesta che aveva come unico obiettivo quello di dare voce a chi combatte per il diritto alla cura e alla dignità”.

La stessa Mariangela Lamanna ha spiegato: “Non abbiamo usato violenza né coercizione. Siamo rimasti sotto la presidenza della Regione Puglia in attesa di essere ricevuti e siamo stati invitati ad accedere, fermandoci ad attendere i provvedimenti”. Ha aggiunto che nessuno avrebbe segnalato disagi o danni e che l’attesa di tre giorni sarebbe dipesa dai tempi burocratici. Questa testimonianza mette in luce la determinazione dei manifestanti e la loro volontà di dialogo con le istituzioni.

Implicazioni per la comunità pugliese

L’assoluzione dei manifestanti ha un impatto significativo sulla comunità pugliese. Essa riafferma il diritto di ogni cittadino a esprimere le proprie esigenze e a chiedere risposte alle istituzioni. In un momento in cui le politiche assistenziali sono sotto scrutinio, questa sentenza potrebbe incoraggiare altre persone a farsi sentire e a lottare per i propri diritti.

In Puglia, dove le sfide legate all’assistenza e alla cura delle persone con disabilità sono quotidiane, è fondamentale che le istituzioni ascoltino le richieste dei cittadini e lavorino per garantire un sistema di assistenza più equo e accessibile. La sentenza del Tribunale di Bari rappresenta un passo avanti in questa direzione, ma è solo l’inizio di un percorso che richiede impegno e attenzione costante.

Conclusioni

La decisione del Tribunale di Bari non solo assolve i manifestanti, ma riafferma un principio fondamentale: il diritto penale non può essere utilizzato come strumento di repressione del dissenso, soprattutto quando si esprime in forma non violenta. Questo caso potrebbe diventare un precedente importante per future manifestazioni e per la lotta per i diritti delle persone con disabilità in Puglia e oltre.

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