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Disavanzo sanitario in Puglia: il Consiglio regionale approva la legge per la copertura. Cdx: “Scongiurate le tasse, ma a quale prezzo?”

Il Ddl per il Ripiano del Disavanzo Sanitario in Puglia: Impatti e Riflessioni

Il recente passaggio del disegno di legge (Ddl) per la copertura del disavanzo sanitario in Puglia ha sollevato un acceso dibattito. Con 29 voti favorevoli, 15 contrari e un astenuto, il Consiglio regionale ha approvato un provvedimento che prevede la copertura di un disavanzo residuo di 81 milioni di euro. Questa manovra, tuttavia, ha suscitato preoccupazioni riguardo alle conseguenze per il sistema sanitario regionale e per i servizi pubblici.

Dettagli del Provvedimento

La copertura del disavanzo sarà effettuata principalmente attraverso il gettito derivante dall’addizionale regionale Irpef, con una variazione nel bilancio regionale 2025. In particolare, 66.212.476,71 euro saranno destinati a un capitolo specifico per i trasferimenti alle aziende sanitarie locali (ASL) a titolo di ripiano disavanzi pregressi. Questo intervento si inserisce in un contesto di difficoltà economica e di gestione della spesa sanitaria, che ha visto la Regione Puglia affrontare un deficit significativo.

Impatto sulle ASL e sui Servizi Sanitari

Le ASL pugliesi, già sotto pressione per la gestione delle risorse, si trovano ora a dover affrontare una situazione complessa. La manovra, sebbene eviti un aumento delle tasse, comporta una riduzione delle risorse disponibili per altri settori cruciali come l’istruzione, i servizi sociali e l’agricoltura. I gruppi di opposizione, tra cui Fratelli d’Italia e Forza Italia, hanno espresso preoccupazione per il fatto che il ripiano del debito sanitario possa tradursi in tagli significativi ai servizi pubblici, con ripercussioni dirette sulla qualità dell’assistenza sanitaria.

Le Reazioni Politiche e le Critiche

Le critiche non si sono fatte attendere. I partiti di centrodestra hanno denunciato una gestione inefficace delle risorse da parte della giunta regionale, accusando il presidente Michele Emiliano di aver “sperperato” fondi pubblici. Secondo loro, la manovra attuale rappresenta un “macigno finanziario” per il futuro, con il rischio che le tasse vengano aumentate nei prossimi anni per coprire il debito accumulato. “Oggi per tentare di coprire il buco si sta utilizzando non solo l’avanzo di amministrazione, ma anche l’extra gettito di 47 milioni che la Regione dovrà restituire allo Stato nel 2026 e nel 2027”, hanno affermato.

Le Conseguenze per i Cittadini Pugliesi

Per i cittadini pugliesi, la situazione è allarmante. I tagli previsti per il 2026 e 2027 riguardano settori fondamentali: 6 milioni per le politiche sociali, 4 milioni per il diritto allo studio, e 3 milioni per la cultura. Questi tagli potrebbero compromettere l’accesso a servizi essenziali e aggravare le disuguaglianze sociali. La sanità, in particolare, rischia di diventare un campo di battaglia politico piuttosto che un servizio dedicato al benessere dei cittadini.

Monitoraggio e Futuro della Spesa Sanitaria

La Giunta regionale ha previsto un monitoraggio mensile della spesa per il 2025, ma resta da vedere se queste misure saranno sufficienti per evitare ulteriori squilibri. La mancanza di un controllo rigoroso sulla spesa sanitaria ha già portato a situazioni critiche in passato, e la paura è che la situazione possa ripetersi. “La sanità non può essere utilizzata come un bancomat per risolvere problemi clientelari ed elettorali”, hanno concluso i rappresentanti dell’opposizione.

Conclusioni

Il Ddl per il ripiano del disavanzo sanitario in Puglia rappresenta un momento cruciale per la sanità regionale. Mentre si cerca di evitare un aumento delle tasse, le conseguenze di questa manovra potrebbero avere un impatto duraturo sulla qualità dei servizi pubblici e sulla salute dei cittadini. È fondamentale che le istituzioni locali e regionali lavorino insieme per garantire che le risorse siano gestite in modo efficace e che la salute dei pugliesi non venga compromessa da scelte politiche a breve termine.

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