La Strage di Rigopiano: Un Appello alla Memoria e all’Azione
A nove anni dalla tragica strage di Rigopiano>, il sindaco di Farindola, Luca Labricciosa>, ha lanciato un appello accorato per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla situazione critica del territorio. In occasione delle commemorazioni che si sono svolte a Chieti, Montesilvano e Rigopiano, il sindaco ha denunciato l’assenza di risposte concrete e ha sottolineato come, nonostante le molte parole spese, i risultati siano stati scarsi.
Un Territorio Segnato dalla Tragedia
La commemorazione ha visto la partecipazione di circa un centinaio di persone, tra cui rappresentanti delle istituzioni, forze dell’ordine e familiari delle vittime. Labricciosa ha evidenziato come il tessuto economico e sociale della zona sia ancora profondamente segnato dalla tragedia, con attività commerciali chiuse e famiglie costrette a lasciare la propria casa. “La ferita resta ancora aperta”, ha affermato, richiamando l’attenzione sulla necessità di interventi urgenti.
Viabilità e Ricostruzione: Priorità per il Futuro
Tra le priorità indicate dal sindaco c’è l’urgenza di migliorare la viabilità montana. “Non è accettabile che ogni autunno e inverno vaste aree restino isolate”, ha dichiarato, riferendosi alla pedemontana che collega le province di Teramo, Pescara e L’Aquila. Labricciosa ha chiesto opere strutturali sui tratti più critici e sistemi di monitoraggio per garantire collegamenti sicuri durante tutto l’anno.
Un altro punto cruciale è la ricostruzione economica e il ritorno dell’ospitalità. “Dieci anni fa, albergo e camping non erano solo strutture, ma un motore di lavoro per l’intera Valle Vestina”, ha sottolineato. Il sindaco ha chiesto l’avvio di un percorso tecnico-amministrativo per consentire una nuova offerta ricettiva, anche attraverso delocalizzazioni in aree più sicure dal punto di vista valanghivo, idrogeologico e sismico. Questo progetto potrebbe creare occupazione stabile e ridare futuro a un territorio colpito duramente dalla tragedia.
Le Istituzioni Rispondono
Alla commemorazione ha partecipato anche il sottosegretario alla Difesa, Isabella Rauti>, che ha affermato che “si sta facendo e si può continuare a fare molto per ricostruire il tessuto sociale ed economico” della comunità di Farindola. Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio>, ha descritto la situazione come “un calvario senza fine”, riferendosi anche all’attesa per le sentenze giudiziarie in corso.
Il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri>, ha sottolineato l’importanza di far ripartire Farindola, a cominciare dalla sua vocazione turistica. La cerimonia si è conclusa con una fiaccolata, l’alzabandiera e la lettura dei nomi delle vittime, accompagnata dalla deposizione di 29 rose bianche. Alle 16.49, l’ora della valanga, il coro Pacini di Atri ha cantato ‘Signore delle Cime’, mentre 29 palloncini bianchi sono stati liberati in cielo.
Riflessioni Finali
La commemorazione della strage di Rigopiano non è solo un momento di ricordo, ma un’opportunità per riflettere su come le istituzioni possano e debbano agire per garantire la sicurezza e il benessere delle comunità montane. La richiesta di Labricciosa di trasformare la memoria in un impegno concreto è un appello che risuona forte, non solo per Farindola, ma per tutte le comunità pugliesi che affrontano sfide simili. È fondamentale che le parole si traducano in azioni tangibili, affinché tragedie come quella di Rigopiano non si ripetano mai più.



















