Attentato di Altamura: Condanne e Riflessioni sulla Sicurezza Locale
Il 9 febbraio 2026, la giudice dell’udienza preliminare di Bari, Antonella Cafagna, ha emesso una sentenza che ha condannato due uomini coinvolti nell’attentato avvenuto il 5 marzo 2015 al «Green Table» di Altamura. Questo evento ha segnato profondamente la comunità locale e ha portato alla morte del giovane calciatore Domenico Martimucci, noto come «il piccolo Zidane». La condanna di Nicola Centonze a 20 anni di reclusione e di Nicola Laquale a 6 anni, entrambi accusati di omicidio e detenzione di esplosivo, riaccende il dibattito sulla sicurezza e sulla mafia in Puglia.
Il Contesto dell’Attentato
Il tragico evento si è verificato durante una serata di sport, quando una bomba esplose nel locale, ferendo gravemente Domenico Martimucci, che morì dopo cinque mesi di agonia in una clinica austriaca. L’attentato, commissionato dal boss Mario D’Ambrosio per riaffermare il predominio del suo clan, ha colpito un giovane innocente, evidenziando la brutalità della mafia e il suo impatto sulla vita quotidiana dei cittadini pugliesi.
Le Condanne e le Reazioni
Le condanne recenti non sono un caso isolato; già in passato, altri membri del clan sono stati condannati a pene severe. La famiglia di Martimucci ha ricevuto un risarcimento da parte degli imputati, ma come sottolineato dalla sorella Lea, «Nessuna sentenza potrà restituirci Domenico». Questa frase riassume il dolore di una famiglia e di una comunità che continua a chiedere giustizia e verità.
Impatto sulla Comunità di Altamura
La condanna di Centonze e Laquale ha un significato profondo per Altamura e per la Puglia. La mafia non è un problema lontano; è una realtà che colpisce direttamente le vite dei cittadini. La creazione della onlus «Noi siamo Domi» da parte della famiglia Martimucci è un tentativo di trasformare il dolore in azione sociale, cercando di sensibilizzare la comunità sulla lotta contro la mafia.
La Sicurezza e il Ruolo delle Istituzioni
La Regione Puglia e il Comune di Altamura hanno un ruolo cruciale nella lotta contro la criminalità organizzata. Le istituzioni devono garantire sicurezza e giustizia, non solo attraverso condanne, ma anche con politiche di prevenzione e supporto alle vittime. La presenza di mafie locali richiede un impegno costante da parte delle autorità per proteggere i cittadini e promuovere una cultura della legalità.
Conclusioni: Un Appello alla Vigilanza
Le recenti condanne sono un passo avanti nella lotta contro la mafia, ma non devono farci dimenticare che la battaglia è ancora lunga. La comunità di Altamura deve rimanere vigile e unita, supportando iniziative che promuovano la legalità e la sicurezza. La storia di Domenico Martimucci deve servire da monito per tutti noi: la mafia può colpire chiunque, e la risposta deve essere collettiva.
In conclusione, la vicenda di Domenico Martimucci non è solo una storia di dolore, ma anche un’opportunità per riflettere su come costruire un futuro migliore per la Puglia, libero dalla violenza e dalla paura.
















