Incidente Stradale a Turi: La Corte di Cassazione Conferma Obbligo di Dimora per il Parroco
Un tragico incidente stradale avvenuto il 2 aprile scorso ha scosso la comunità di Turi e Putignano, nel Barese, portando alla morte della 32enne Fabiana Chiarappa, soccorritrice del 118 e rugbista. La Corte di Cassazione ha recentemente confermato la misura dell’obbligo di dimora per don Nicola D’Onghia, il parroco accusato di omicidio stradale e omissione di soccorso.
Dettagli dell’Incidente
Secondo le ricostruzioni, Fabiana Chiarappa stava guidando una moto Suzuki quando ha perso il controllo e sarebbe stata travolta dalla Fiat Bravo guidata dal prete. La Corte ha evidenziato che l’impatto con il veicolo di D’Onghia è stato fatale, e che ci sono elementi di “qualificata probabilità” che la morte sia stata causata dall’incidente stesso.
Decisione della Corte di Cassazione
Lo scorso novembre, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso degli avvocati del parroco, confermando l’obbligo di dimora nel Comune di Noci. I giudici hanno ritenuto “coerente e privo di vizi” il ragionamento del Riesame, che ha sottolineato la gravità delle lesioni riportate dalla vittima, compatibili con un “sormontamento” da parte della Fiat Bravo.
Reazioni della Comunità
La notizia ha suscitato forti reazioni tra i cittadini pugliesi, in particolare nella comunità di Turi, dove Fabiana era ben conosciuta e apprezzata. Molti si sono espressi sui social media, chiedendo giustizia per la giovane soccorritrice e manifestando preoccupazione per la sicurezza stradale nella zona.
Il Ruolo delle Istituzioni
Le istituzioni locali sono chiamate a riflettere su questo tragico evento e a prendere misure per migliorare la sicurezza stradale. Incidenti simili sono stati segnalati in passato, e la comunità si aspetta un intervento concreto per prevenire futuri sinistri. La questione della sicurezza stradale è diventata un tema centrale nei dibattiti pubblici, con richieste di maggiore vigilanza e controlli sulle strade.
Conclusioni
Il caso di don Nicola D’Onghia rappresenta un momento cruciale per la comunità pugliese, che si trova a dover affrontare non solo il dolore per la perdita di una giovane vita, ma anche la necessità di riflessioni più ampie sulla sicurezza stradale e sul comportamento dei conducenti. La speranza è che questa tragedia possa portare a un cambiamento positivo, affinché simili eventi non si ripetano in futuro.



















