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Lavoro: le professioni più richieste in Puglia nei prossimi anni

Il Futuro del Lavoro in Puglia: Opportunità e Sfide per le Imprese Locali

Negli ultimi anni, la Puglia ha visto un cambiamento significativo nel mercato del lavoro, con professioni manuali come il saldatore che possono arrivare a guadagnare fino a 4.000 euro netti mensili. Tuttavia, le imprese locali lamentano una crescente mancanza di queste figure professionali, un problema che potrebbe compromettere il futuro economico della regione. Secondo l’analisi di Unioncamere, tra il 2025 e il 2029 si prevede la necessità di 213.300 assunzioni in Puglia, con un focus particolare su settori come il commercio, la ristorazione, i servizi di segreteria, la formazione e l’edilizia.

Il Disallineamento tra Domanda e Offerta di Lavoro

Andrea Salvati, direttore dell’Osservatorio Economico Aforisma, sottolinea che il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro è un problema noto, ma che oggi si complica ulteriormente a causa di un rallentamento del turnover generazionale. I pensionamenti superano le nuove assunzioni, creando un fabbisogno crescente a tutti i livelli, dagli operai ai manager. La situazione è aggravata dall’anzianità della forza lavoro, che ha raggiunto livelli preoccupanti in Puglia, contribuendo al rischio di desertificazione demografica.

Formazione e Innovazione: La Chiave per il Futuro

Per affrontare questa crisi, è fondamentale un matching tra formazione e imprese. Salvati evidenzia l’importanza di politiche pubbliche che puntino su innovazione, ricerca e qualità del lavoro. In questo contesto, gli Istituti Tecnici Superiori (Its) stanno emergendo come un esempio virtuoso. In Puglia, questi istituti hanno visto un incremento costante di studenti, con circa 4.000 nuovi iscritti ogni anno. Roberto Vingiani, direttore dell’Its Academy Cuccovillo, afferma che il 94% degli studenti trova lavoro in Puglia, grazie a competenze specifiche richieste dalle aziende locali.

Investimenti e Sviluppo: Opportunità per le Imprese Locali

Grazie all’attenzione della Regione e al PNRR, gli Its hanno potuto investire in nuovi corsi e attrezzature. A Bari, ad esempio, si stanno completando oltre 3.000 metri quadrati di laboratori innovativi, che fungeranno da hub per imprese e scuole. Vingiani sottolinea che la flessibilità dei percorsi formativi è un punto di forza, permettendo di aggiornare i corsi in base alle necessità delle aziende.

Le Sfide Culturali e il Futuro del Lavoro

Nonostante i progressi, il vero ostacolo rimane di natura culturale. Gli Its sono stati storicamente poco conosciuti e c’è ancora bisogno di convincere le famiglie dell’importanza delle professioni manuali. Vingiani evidenzia che le fabbriche moderne non sono più quelle di 20 o 30 anni fa; oggi c’è una maggiore attenzione alla salute e alla sicurezza, e la tecnologia svolge molti dei lavori più pesanti, lasciando spazio all’inventiva e alla creatività umana.

Settori Emergenti e Sostenibilità Economica

Nonostante le sfide, ci sono segnali positivi. Settori come l’aerospazio, le tecnologie e le professioni sanitarie stanno guadagnando importanza in una popolazione che invecchia, portando nuove opportunità di lavoro. Tuttavia, per attrarre professionisti qualificati, è necessario ristrutturare il modello sociale e mettere in rete i comuni. La Puglia ha il potenziale per diventare una regione energetica, creando una filiera completa che va dalla produzione di materiali ai servizi.

Conclusioni: Un Futuro da Costruire Insieme

In conclusione, il futuro del lavoro in Puglia dipende dalla capacità di affrontare le sfide attuali e di cogliere le opportunità emergenti. È essenziale investire in formazione, innovazione e politiche pubbliche che supportino le imprese locali. Solo così sarà possibile garantire un futuro sostenibile e prospero per la regione, creando un ambiente favorevole per le nuove generazioni e per le imprese che desiderano crescere.

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