Le Criticità della Legge Elettorale Pugliese e il Caos in Fratelli d’Italia
La politica regionale pugliese si trova attualmente a fronteggiare una serie di criticità che mettono in discussione non solo l’efficacia della legge elettorale, ma anche la stabilità interna di alcune forze politiche. In particolare, Fratelli d’Italia sta vivendo un periodo di turbolenza, caratterizzato da ricorsi e polemiche che evidenziano le contraddizioni del sistema elettorale e della gestione interna al partito.
La Legge Elettorale Regionale: Problemi di Rappresentanza
La legge elettorale della Puglia, che adotta un sistema proporzionale corretto da un premio di maggioranza, è stata oggetto di critiche per il suo impatto sulla rappresentanza politica. Questo sistema, infatti, assegna i seggi in base alla percentuale di voti ottenuti a livello regionale, ma il premio di maggioranza rischia di penalizzare i distretti provinciali, riducendo la rappresentatività delle singole aree.
Nel caso di Fratelli d’Italia, la situazione è ulteriormente complicata. Il ricorso presentato dall’ex consigliere regionale Domenico Damascelli, primo dei non eletti in provincia di Bari, ha sollevato interrogativi sulla legittimità di alcune assegnazioni di seggi, in particolare riguardo alla scelta di Andrea Ferri come secondo seggio per la Bat. Damascelli, assistito dagli avvocati Emilio Toma e Fernando Rodio, contesta che il sistema elettorale non rifletta equamente i voti espressi nelle singole province, compromettendo il diritto dei cittadini a una rappresentanza corretta.
Il Caos Interno di Fratelli d’Italia
All’interno di Fratelli d’Italia, la situazione è descritta come un “gran casinò”, un termine che ben rappresenta la confusione e le lotte intestine che caratterizzano il partito. Le decisioni riguardanti le candidature e le posizioni politiche appaiono spesso poco chiare, creando malumori tra militanti e rappresentanti locali. Questo caos non è solo una questione di leadership, ma riflette anche le difficoltà nel gestire le liste elettorali in un contesto dove il sistema premia i più forti e penalizza i piccoli distretti.
Il caso di Damascelli è emblematico di una difficoltà più ampia che Fratelli d’Italia sta affrontando in Puglia: la necessità di conciliare le esigenze di una politica territoriale di prossimità con quelle di una politica regionale sempre più “verticale”. Le decisioni sulla composizione delle liste e sulla distribuzione dei seggi sembrano essere dettate da logiche che non rispecchiano le reali necessità della Puglia e delle sue province.
Possibile Intervento della Corte Costituzionale
Il ricorso di Damascelli potrebbe aprire a uno scenario interessante: un possibile intervento della Corte Costituzionale. Il politico di Bitonto ha ipotizzato di sollevare la questione davanti alla Consulta, ritenendo che l’attuale legge elettorale possa violare il principio di uguaglianza e il diritto alla rappresentanza. Damascelli sottolinea la disparità che potrebbe crearsi tra i voti ricevuti a livello provinciale e quelli a livello regionale, creando una frattura tra i territori e privando i cittadini delle loro reali possibilità di esprimere la propria volontà politica.
Una revisione della legge, o un’interpretazione della stessa da parte della Corte Costituzionale, potrebbe portare a una modifica del sistema, con un ritorno a un sistema più equilibrato e rispettoso dei principi costituzionali.
Conclusioni: Un Futuro Incerto per la Politica Pugliese
Le criticità della legge elettorale pugliese, unite alle turbolenze interne a Fratelli d’Italia, pongono interrogativi importanti sul futuro della politica regionale. Il “gran casinò” che caratterizza l’attività del partito non è solo una questione di leadership, ma di scelte politiche e legislative che sembrano lontane dalle esigenze reali dei cittadini pugliesi. Sarà interessante osservare come evolverà la situazione e se il ricorso di Damascelli porterà a un cambiamento significativo nella legge elettorale della regione.
Nel frattempo, la Puglia continua a osservare un panorama politico che rischia di frammentarsi ulteriormente se non si interverrà per rimettere al centro la rappresentanza e il legame tra elettori e rappresentanti. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere se le istituzioni locali, a partire dalla Regione Puglia e dai comuni, sapranno rispondere a queste sfide con una riforma che possa garantire una rappresentanza più equa e vicina ai cittadini.



















