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Legge elettorale Puglia, scatta il settimo ricorso: Gianni Stea sfida lo sbarramento al TAR

Analisi dell’Impatto della Legge Elettorale in Puglia: Il Settimo Ricorso al TAR

La recente evoluzione della legge elettorale della Regione Puglia ha riacceso un acceso dibattito politico e legale, culminato con il deposito di un settimo ricorso presso il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) di Bari. A firmare l’impugnazione è Gianni Stea, ex assessore regionale e coordinatore della lista “Avanti Popolari”, che ha visto la sua formazione rimanere esclusa dal Consiglio Regionale per non aver superato la soglia di sbarramento fissata al 4% per le liste in coalizione.

Il Nodo del Contendere: Il Metodo di Calcolo

Il fulcro della controversia non è tanto la soglia di sbarramento in sé, quanto il criterio matematico utilizzato per determinarla. Secondo Stea e i suoi alleati, la legge elettorale pugliese viene applicata in modo distorto. Attualmente, la soglia del 4% è calcolata sulla base del totale dei voti validi, includendo anche le preferenze espresse esclusivamente per i candidati alla Presidenza, noto come “voto solo al presidente”.

Questa modalità di calcolo, secondo i ricorrenti, determina un innalzamento sostanziale e indebito della soglia di sbarramento, penalizzando le liste più piccole all’interno delle coalizioni. Se il calcolo fosse effettuato solo sui voti ottenuti dalle liste, il quorum necessario per entrare in Consiglio Regionale si abbasserebbe, consentendo a formazioni come “Avanti Popolari” o “Alleanza Verdi e Sinistra” di superare il blocco e ottenere rappresentanza.

Implicazioni Politiche e Rischi di Rivoluzione

Il potenziale accoglimento di uno di questi ricorsi potrebbe provocare un terremoto politico in Puglia. Se il TAR dovesse dare ragione a Stea e ai suoi alleati, la ripartizione dei seggi del Consiglio Regionale andrebbe integralmente rivista. Ciò comporterebbe il rischio, o l’opportunità, di estromettere alcuni consiglieri attualmente in carica per fare spazio ai rappresentanti delle liste escluse.

Questa situazione non è senza precedenti in Puglia. Già in passato, la legge elettorale ha suscitato polemiche e ricorsi, evidenziando le tensioni tra le forze politiche tradizionali e quelle emergenti. Le dichiarazioni di consiglieri regionali e sindaci locali, come quelle di Ruggero Mennea, sindaco di Barletta, che ha espresso preoccupazione per l’equità del sistema elettorale, riflettono un clima di incertezza e tensione.

Conclusioni e Prospettive Future

Il settimo ricorso rappresenta un nuovo punto di pressione su una legge elettorale che, a distanza di tempo dalle elezioni, continua a essere il terreno di scontro principale tra la vecchia guardia politica e le nuove interpretazioni del diritto elettorale. La questione del metodo di calcolo della soglia di sbarramento non è solo una questione tecnica, ma un tema cruciale per la rappresentanza democratica in Puglia.

In un contesto in cui le forze politiche minori faticano a trovare spazio, l’esito di questo ricorso potrebbe avere ripercussioni significative sulla stabilità politica della regione. La comunità pugliese, rappresentata dai suoi cittadini e dai loro rappresentanti, attende con interesse e preoccupazione l’esito di questa battaglia legale, che potrebbe ridefinire il panorama politico locale.

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