Crisi della Sanità in Puglia: Medici in Rivolta e Rischio di Sciopero
La situazione della sanità pugliese è sempre più critica, con i medici di base che si trovano a fronteggiare decisioni della Regione che considerano «autoritario e antisindacale». La recente direttiva che impone la restituzione di 31 milioni di euro, erogati tra il 2016 e il 2024, ha scatenato un’ondata di proteste tra i professionisti del settore. Questa somma, legata ai compensi per assistito, è stata ritenuta non dovuta dopo un ricalcolo effettuato dagli uffici regionali.
Le Conseguenze per il Sistema Sanitario Regionale
Il malcontento dei medici è amplificato dalla drammatica situazione delle liste d’attesa e dalle difficoltà operative del 118 e della Continuità Assistenziale. La Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (Fimmg) e altri sindacati hanno già minacciato scioperi e manifestazioni, sottolineando come le decisioni della Regione non tengano conto dell’impegno dei medici, che operano in condizioni di risorse umane limitate.
La Regione ha approvato un piano di abbattimento delle liste d’attesa, ma i sindacati avvertono che senza un adeguato supporto e risorse, tale piano rischia di essere inefficace. La situazione è ulteriormente complicata dalla dinamica del Ruolo Unico, dove medici di base e ex guardie mediche sono confluiti, ma non vengono utilizzati in modo ottimale.
Le Dichiarazioni dell’Assessore Regionale
In risposta alle proteste, l’assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia, ha convocato i sindacati per un incontro. Ha dichiarato che il suo obiettivo è «rispondere alle esigenze di salute dei pugliesi», promettendo un confronto leale e rispettoso. Tuttavia, i medici rimangono scettici, temendo che le decisioni siano già prese senza un reale ascolto delle loro necessità.
Critiche dalla Politica
Il centrodestra ha criticato il piano di abbattimento delle liste d’attesa, sostenendo che non è sufficiente e potrebbe addirittura aggravare la situazione. Luigi Lobuono del gruppo Misto ha affermato che la soluzione non può essere semplicemente «allungare i turni fino a tarda sera» senza una programmazione adeguata. Anche Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno espresso preoccupazioni, sottolineando la necessità di un dialogo diretto con i medici sul campo.
Impatto sui Pazienti e sulle Strutture Sanitarie
Questa crisi non colpisce solo i medici, ma avrà ripercussioni dirette sui pazienti pugliesi. Le liste d’attesa già lunghe rischiano di allungarsi ulteriormente, mentre il servizio di emergenza e continuità assistenziale potrebbe subire un ulteriore deterioramento. La ASL di Bari e altre strutture sanitarie regionali si trovano a dover gestire una situazione sempre più complessa, con il rischio di un collasso del sistema sanitario pubblico.
Conclusioni e Prospettive Future
La crisi della sanità in Puglia richiede un intervento immediato e concertato da parte delle istituzioni. È fondamentale che la Regione ascolti le istanze dei medici e dei sindacati, per evitare che la situazione degeneri ulteriormente. La salute dei pugliesi dipende dalla capacità di trovare soluzioni efficaci e sostenibili, che garantiscano un servizio sanitario adeguato e tempestivo.
In un momento in cui si parla di modelli di case e ospedali di comunità, è essenziale che le parole siano seguite da azioni concrete, per non negare il modello di sanità che si vorrebbe costruire.



















