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L’Ordine difende la giornalista Loredana Schilardi per aver esercitato il diritto di cronaca sulla morte di D. Colasanto.

La Difesa della Libertà di Stampa in Puglia: Il Caso di Loredana Schiraldi

Recentemente, l’Ordine dei Giornalisti della Puglia ha preso una posizione forte e chiara in difesa della giornalista Loredana Schiraldi, firma della Gazzetta del Mezzogiorno, dopo che è stata oggetto di attacchi violenti sui social media. Questi attacchi sono scaturiti a seguito della sua cronaca riguardante l’incidente stradale che ha portato alla morte di Domenico Colasanto, ex Direttore Generale dell’ASL di Bari.

Il Tragico Incidente

Domenico Colasanto, 75 anni, stava percorrendo la strada che collega Bitonto alla frazione di Palombaio, dove risiedeva, quando la sua auto, un’Alfa Romeo Giulietta, si è scontrata con una Jeep Renegade. L’incidente ha avuto esiti fatali per Colasanto, la cui auto si è ribaltata, lasciandolo senza vita.

Le Reazioni all’Articolo di Schiraldi

Nell’articolo, Schiraldi ha fatto riferimento a un episodio controverso della carriera di Colasanto: durante il suo mandato come Direttore Generale dell’ASL, si è verificato l’omicidio di Paola Labriola, psichiatra, da parte di un suo paziente. Colasanto è stato condannato per omicidio colposo in relazione a questo caso. La menzione di tale episodio ha scatenato una reazione negativa da parte di molti utenti sui social, che hanno ritenuto inopportuno il richiamo a una vicenda così delicata in un momento di lutto.

La Difesa dell’Ordine dei Giornalisti

In risposta agli attacchi, l’Ordine dei Giornalisti della Puglia ha espresso il proprio sostegno a Schiraldi, sottolineando che la minaccia a una giornalista che esercita il diritto di cronaca rappresenta una minaccia per l’intera professione. Hanno affermato che è fondamentale ricordare tutti gli aspetti di un personaggio pubblico, anche in momenti difficili, per garantire una informazione completa e responsabile.

Il Contesto della Sicurezza per gli Operatori Sanitari

Il caso di Paola Labriola ha avuto un forte impatto sulla discussione riguardante la sicurezza degli operatori sanitari in Puglia. Questo tema è diventato sempre più rilevante, soprattutto alla luce di episodi di violenza che hanno colpito professionisti del settore. La menzione di Colasanto nell’articolo di Schiraldi non è stata solo una questione di cronaca, ma ha anche riaperto un dibattito cruciale sulla protezione di chi lavora nel campo della salute pubblica.

La Violenza Verbale e la Libertà di Stampa

La reazione violenta sui social media evidenzia un problema più ampio: la proliferazione della violenza verbale online. L’Ordine dei Giornalisti ha sottolineato che questa forma di aggressione non può essere tollerata e che è necessario difendere il giornalismo responsabile. La libertà di stampa è un pilastro della democrazia, e ogni attacco a essa rappresenta un attacco ai diritti fondamentali di tutti i cittadini.

Conclusioni e Riflessioni per la Comunità Pugliese

Questo episodio mette in luce la necessità di una riflessione collettiva sulla libertà di espressione e sulla sicurezza di chi lavora nel giornalismo. In Puglia, dove la cronaca locale è spesso intrecciata con questioni di rilevanza sociale, è fondamentale sostenere i professionisti che si impegnano a raccontare la verità, anche quando ciò comporta il richiamo a episodi controversi.

La comunità pugliese deve unirsi per difendere il diritto di cronaca e garantire che la violenza verbale non diventi la norma. Solo così si potrà preservare un’informazione libera e responsabile, essenziale per una società democratica.

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