Il Boom dell’Export di Uva da Tavola in Puglia: Un’Occasione per le Imprese Locali
Nel 2025, l’export di uva da tavola italiana, di cui l’85% proviene dalla Puglia, supererà il miliardo di euro. Questo risultato straordinario è il frutto di un’eccellenza che, sebbene spesso trascurata, sta guadagnando sempre più riconoscimenti sia a livello nazionale che internazionale. Grazie all’introduzione delle varietà senza semi e a un rinnovamento colturale, le aziende pugliesi stanno trasformando il panorama agricolo della regione, che si estende su quasi 25.000 ettari, rappresentando la metà della superficie nazionale dedicata a questo prodotto.
Un Settore in Crescita
Negli ultimi anni, l’export di uva da tavola ha visto un incremento esponenziale, passando da 500 milioni di euro nel 2000 a oltre un miliardo nel 2025. Secondo Mario Schiano, analista di Ismea, il boom delle varietà senza semi ha rivoluzionato le abitudini di consumo degli italiani. Nel 2024, l’uva da tavola è l’unico prodotto ortofrutticolo italiano a registrare un aumento dei consumi tra le fasce più giovani e le famiglie con bambini.
Le vendite di uva da tavola sono aumentate del 4,6% in quantità e del 10,4% in valore rispetto all’anno precedente. Questo successo è stato ulteriormente amplificato dall’aumento degli acquisti di uve confezionate, che sono cresciuti dell’11% tra il 2023 e il 2024, rappresentando il 47% dell’uva da tavola acquistata nel 2024, rispetto al 27%% nel 2020.
Strategie per il Futuro
Per capitalizzare su questo trend, Schiano suggerisce alcune strategie pratiche per il settore. Prima di tutto, è fondamentale aumentare la grammatura delle confezioni per incentivare gli acquisti. In secondo luogo, le confezioni attualmente in commercio comunicano poco e nulla; è necessario adottare un approccio più creativo e coinvolgente, specialmente per attrarre i più giovani. Infine, la sostenibilità ambientale degli imballaggi deve diventare una priorità.
Il Ruolo di ‘Regina di Puglia’
La manifestazione ‘Regina di Puglia’, svoltasi a Noicattaro, ha avuto un ruolo cruciale nel promuovere l’uva da tavola pugliese e nel creare un network tra i comuni della zona, come Rutigliano, Mola di Bari, e Polignano a Mare. Questa iniziativa ha contribuito a diversificare i mercati di esportazione, attualmente concentrati per oltre il 50% su Germania e Francia.
Il sindaco di Noicattaro, Raimondo Innamorato, ha sottolineato l’importanza di unire l’economia dell’uva con il turismo, creando un movimento di “uva-turismo” che valorizzi le tradizioni locali e l’enogastronomia pugliese. L’area di Noicattaro, con i suoi 2000 ettari dedicati alla produzione di uva, ospita oltre 15 aziende che esportano in tutto il mondo, generando un indotto che coinvolge circa 23-24mila addetti durante il periodo di raccolta.
Un Territorio da Scoprire
Il richiamo turistico della Puglia è in costante crescita, con 16 milioni di turisti attratti dalle bellezze naturali e culturali della regione. Dalla città di Bari ai piccoli porti di Torre a Mare e Mola di Bari, fino alle incantevoli spiagge di Monopoli, il territorio pugliese offre un mix unico di attrazioni. Le masserie trasformate in relais di lusso e l’enogastronomia di alta qualità, che spazia dal pesce fresco ai piatti a base di carne e verdure, completano l’offerta turistica.
Conclusioni e Prospettive Future
Il futuro dell’uva da tavola in Puglia appare luminoso, grazie a iniziative come ‘Regina di Puglia’ e alla crescente domanda di prodotti di qualità. Il sindaco Innamorato ha annunciato l’intenzione di creare un consorzio pubblico-privato per garantire un futuro solido alla manifestazione e promuovere ulteriormente l’uva-turismo. Con l’obiettivo di valorizzare il prodotto di eccellenza e le peculiarità turistiche della regione, la Puglia si prepara a diventare un punto di riferimento nel panorama agroalimentare e turistico italiano.