Professori Associati dell’Università di Bari: Un Appello per il Futuro della Didattica
Circa 300 docenti associati dell’Università di Bari Aldo Moro si trovano in una situazione di stallo nonostante abbiano ottenuto l’abilitazione scientifica alla prima fascia. In una lettera aperta indirizzata al rettore Roberto Bellotti, alla ministra Anna Maria Bernini e ai vertici del sistema accademico, i professori denunciano un vero e proprio limbo normativo che impedisce loro di avanzare nella carriera accademica.
Un Percorso di Avanzamento Mancante
Il problema principale, come spiegano i docenti, è l’assenza di un percorso definito che consenta agli associati già abilitati di concorrere stabilmente all’ordinariato. Le recenti scelte normative, dalla legge di Bilancio al Milleproroghe, non hanno tenuto conto della loro posizione, creando una categoria di fatto a esaurimento, priva di prospettive di avanzamento.
Un Incontro Cruciale
Oggi, una delegazione di docenti incontrerà il rettore Bellotti e il presidente dell’Anvur, Antonio Felice Uricchio. Questo incontro rappresenta un passaggio cruciale per discutere le problematiche sollevate nella lettera. Daniele Piacente, portavoce del gruppo, sottolinea che la questione non riguarda solo Bari, ma coinvolge circa 13mila professori associati in tutta Italia, che si trovano nelle stesse condizioni.
Il Ruolo Fondamentale dei Docenti Associati
Nella lettera, i docenti rivendicano il loro ruolo fondamentale all’interno dell’Ateneo. Sottolineano che la loro fascia di docenza è essenziale per garantire l’impegno e la continuità nella didattica, nella ricerca e nella terza missione. Senza il loro apporto, i corsi di laurea potrebbero non essere accreditati, mettendo a rischio la qualità della formazione offerta.
Un Paradosso Normativo
Il confronto con altre figure della docenza rende il paradosso ancora più evidente. Mentre i ricercatori tenure track possono accedere automaticamente al ruolo di associato dopo alcuni anni, per i professori associati non esiste alcun automatismo, nonostante l’abilitazione alla prima fascia sia già stata conseguita. Piacente afferma che la soluzione non richiederebbe investimenti ingenti, poiché il compenso di un ordinario di prima nomina è persino più basso rispetto a quello di un associato con sette o otto anni di anzianità.
Conseguenze Umane e Professionali
I docenti avvertono che l’incertezza sulle prospettive di carriera può portare a burnout, con ricadute sulla qualità della didattica e sulla produttività scientifica. Per questo motivo, chiedono al rettore di sostenere un piano straordinario di progressione di carriera per i professori associati già abilitati alla prima fascia, insieme alla proroga delle procedure concorsuali in scadenza e all’istituzione di un tavolo permanente di confronto.
Un Appello alla Comunità Accademica
L’appello si chiude con un invito alla comunità accademica: “Questo è un problema dell’intera Università”. La capacità di valorizzare queste competenze è cruciale per la qualità della formazione, della ricerca e per la competitività internazionale del sistema universitario italiano.
La situazione dei docenti associati dell’Università di Bari è un riflesso di una problematica più ampia che coinvolge l’intero sistema accademico italiano. La loro lotta per un riconoscimento e un percorso di carriera chiaro è fondamentale non solo per il loro futuro, ma anche per quello dell’istruzione superiore in Puglia e nel resto del paese.

















