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Primitivo di Puglia: vendemmia da record con un aumento del 20% e qualità eccezionale

Vendemmia del Primitivo in Puglia: Opportunità e Sfide per il Settore Vitivinicolo

La vendemmia del Primitivo è ufficialmente iniziata in Puglia, una delle regioni italiane più rinomate per la produzione di vini di alta qualità. Secondo le stime di Coldiretti Puglia, quest’anno si prevede un incremento della raccolta del 20% rispetto al 2023, con una qualità dei grappoli considerata eccellente grazie a condizioni climatiche favorevoli. Le temperature sopra la media e la siccità hanno infatti contribuito a una maturazione sana delle uve, un fattore cruciale per la produzione di vini di pregio.

Il Primitivo: Un Vino Simbolo della Puglia

Il Primitivo si conferma al secondo posto nella classifica dei vini autoctoni più apprezzati in Italia, con un aumento delle vendite nella grande distribuzione del 12,6%. La produzione regionale, a fine vendemmia, dovrebbe attestarsi sugli 11 milioni di ettolitri, segnando un recupero significativo rispetto all’anno passato, che ha visto il settore vitivinicolo pugliese affrontare gravi difficoltà a causa di un clima anomalo e della peronospora.

Un Calendario di Raccolta Ricco di Opportunità

La vendemmia non si limita al Primitivo. È già iniziata la raccolta di Chardonnay e Negroamaro, e proseguirà con Susumaniello e, a settembre, con Nero di Troia, Bombino Nero e Aglianico. Questo calendario di raccolta genera migliaia di opportunità di lavoro, non solo nelle vigne e nelle cantine, ma anche nell’indotto legato all’enoturismo, alla cosmetica e persino alle bioenergie. Le aziende vinicole pugliesi, quindi, non solo contribuiscono all’economia locale, ma anche alla creazione di posti di lavoro e alla valorizzazione del territorio.

Le Preoccupazioni del Settore

Tuttavia, non mancano le preoccupazioni. “Il drastico aumento dei costi di produzione e i prezzi troppo bassi riconosciuti alle uve rischiano di penalizzare i produttori”, ha dichiarato Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia. Questa situazione mette a rischio la sostenibilità economica delle aziende vinicole, che si trovano a dover affrontare un mercato in continua evoluzione.

Le Richieste di Coldiretti

Il direttore regionale Pietro Piccioni ha sottolineato che, nonostante la qualità eccellente della vendemmia 2025, il comparto vitivinicolo pugliese deve affrontare consumi in calo e giacenze ai massimi storici. Questi fattori minacciano la stabilità del mercato e richiedono interventi urgenti. Coldiretti chiede misure come la distillazione straordinaria per ridurre le giacenze, il rafforzamento dei fondi per l’internazionalizzazione, sgravi fiscali per investimenti sostenibili e sostegni per l’enoturismo, oltre a una semplificazione burocratica per la produzione e l’export.

Impatto sulla Comunità Locale

La vendemmia del Primitivo non è solo un evento agricolo, ma ha un impatto profondo sulla comunità pugliese. Le piccole e medie imprese vinicole, che rappresentano una parte significativa dell’economia regionale, dipendono dalla salute del mercato vitivinicolo. Le famiglie che lavorano nelle vigne e nelle cantine vedono in questa stagione un’opportunità di guadagno, ma anche una fonte di preoccupazione per il futuro. La richiesta di misure di sostegno da parte di Coldiretti è un chiaro segnale della necessità di proteggere un settore che è parte integrante dell’identità pugliese.

Conclusione

In conclusione, la vendemmia del Primitivo in Puglia rappresenta un momento cruciale per il settore vitivinicolo, con opportunità significative ma anche sfide da affrontare. La qualità delle uve è promettente, ma le preoccupazioni economiche richiedono attenzione e interventi tempestivi. La comunità pugliese, le istituzioni e gli attori del settore devono collaborare per garantire un futuro sostenibile per uno dei vini più amati d’Italia.

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