La mozione sui danni da vaccino: un’analisi critica per la Puglia
La recente mozione presentata in Consiglio regionale del Veneto da Riccardo Szumski e Davide Lovat, che richiede l’istituzione di laboratori dedicati al riconoscimento del danno da vaccino, solleva interrogativi significativi anche per la Puglia. In un contesto sanitario già fragile, è fondamentale analizzare le implicazioni di tale proposta per ospedali, ASL, pazienti e professionisti della salute nella nostra regione.
Un approccio non scientifico alla salute pubblica
La mozione introduce una categoria di persone che lamentano effetti avversi post-vaccinazione, trattandole come un insieme clinicamente omogeneo. Tuttavia, le situazioni variano notevolmente: si va da segnalazioni soggettive a quadri patologici accertati. In Puglia, dove il sistema sanitario è già sotto pressione, è cruciale mantenere una distinzione chiara tra questi livelli per garantire l’equità nelle decisioni e l’uso corretto delle risorse.
La realtà dei sistemi di sorveglianza sanitaria
È importante sottolineare che gli eventi avversi sono già monitorati attraverso sistemi di sorveglianza sanitaria. La proposta di Szumski e Lovat, che suggerisce una presunta emergenza strutturale, non trova riscontro nella realtà operativa del sistema sanitario pugliese. Attualmente, esistono strumenti di segnalazione e modalità consolidate per la gestione delle complicanze documentate, e la creazione di ambulatori dedicati potrebbe distorcere ulteriormente la percezione del problema.
Un rischio per la salute pubblica
La proposta di “censimento, diagnosi e verifica” non chiarisce i criteri per la validazione clinica dei casi. Rischia di trasformarsi in un archivio di segnalazioni prive di un impianto metodologico solido, incapace di fornire dati utili per le politiche sanitarie. In Puglia, dove le risorse sono limitate, è fondamentale evitare che si creino circuiti separati che privilegiano la percezione soggettiva del danno rispetto a evidenze scientifiche.
Il profilo politico della proposta
Il background di Szumski, un medico radiato per posizioni contrarie alla scienza sui vaccini, suggerisce che la mozione non sia solo una risposta a un problema sanitario, ma un tentativo di consolidare un consenso politico. Questa dinamica potrebbe avere ripercussioni anche in Puglia, dove il dibattito pubblico sulla salute è già polarizzato.
Le conseguenze per il dibattito pubblico
Le critiche alla mozione hanno scatenato una mobilitazione aggressiva da parte di ambienti no-vax, evidenziando come il linguaggio della sanità possa essere utilizzato per alimentare tensioni politiche. In Puglia, dove la comunità è già divisa su temi di salute pubblica, questa situazione potrebbe ulteriormente compromettere il dialogo tra cittadini e istituzioni.
Un appello alla responsabilità
È essenziale che i professionisti della salute e le istituzioni pugliesi rispondano a questa proposta con dati e evidenze scientifiche, evitando di cadere nella trappola della polarizzazione. La salute pubblica non può diventare un campo di battaglia politico, e ogni decisione deve essere guidata da un approccio basato su prove e non su percezioni soggettive.
Conclusioni
La mozione sui danni da vaccino, sebbene presentata come una risposta a un problema reale, rischia di distorcere la realtà sanitaria e di compromettere la fiducia nelle istituzioni. Per la Puglia, è fondamentale mantenere un dibattito sano e informato, basato su evidenze scientifiche, per garantire la salute e il benessere dei cittadini.



















