La scelta di Don Giovanni Gatto: un nuovo inizio dopo il sacerdozio
La notizia della decisione di don Giovanni Gatto di lasciare il sacerdozio per costruire una famiglia ha suscitato un ampio dibattito, non solo tra i fedeli, ma anche tra le istituzioni e la comunità. Originario di Montebelluna, don Giovanni ha dedicato quasi vent’anni della sua vita al ministero, ma ha scelto di fermarsi non per una crisi di fede, bensì per una profonda esigenza umana.
La dispensa dal sacerdozio
Don Giovanni, ordinato sacerdote nel 2005 e per anni parroco a L’Aquila, ha richiesto la dispensa dal sacerdozio attraverso una lettera indirizzata a papa Leone XIV. La sua decisione è il risultato di un lungo percorso di conflitti interiori e relazioni affettive vissute in segreto, culminato in una grave malattia che ha cambiato la sua prospettiva sulla vita.
La lettera al Papa
Scrivere al Pontefice non è stato solo un atto formale. Don Giovanni ha spiegato che, secondo il diritto canonico, è necessario motivare la richiesta di scioglimento dei voti. Tuttavia, il suo gesto è stato anche un modo per condividere un percorso umano e spirituale che lo ha portato a comprendere che non poteva più esercitare il ministero. La solitudine, un peso insostenibile, ha giocato un ruolo cruciale nella sua decisione.
Le relazioni vissute in segreto
Il celibato, inizialmente accettato senza traumi, si è trasformato nel tempo in un fardello. Don Giovanni ha confessato di aver avuto relazioni affettive durante il suo ministero, una realtà che non riguarda solo lui, ma che coinvolge molti sacerdoti. La difficoltà di vivere un amore alla luce del sole ha reso la sua esistenza sempre più complicata.
La malattia come punto di svolta
La decisione di lasciare il sacerdozio è stata definitivamente presa nel 2022, durante una grave malattia che lo ha costretto a riflettere sulla sua vita. In un momento di vulnerabilità, ha compreso l’importanza di avere qualcuno accanto. Questa esperienza ha segnato un cambiamento radicale nella sua vita, portandolo a rendersi conto che non poteva più vivere in solitudine.
Il sostegno della Chiesa
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, don Giovanni ha ricevuto un sostegno significativo dalla Chiesa durante il suo percorso. Ha descritto l’istituzione come una madre, che lo ha accompagnato in un cammino di riflessione e crescita personale. Ha lavorato su se stesso con l’aiuto di professionisti e figure ecclesiali, un processo che lo ha portato a una scelta consapevole.
Il desiderio di diventare padre
Oggi, don Giovanni non è in una relazione, ma il suo desiderio di diventare padre è chiaro. Non rinnega il suo passato, né la sua fede, ma è consapevole che non può più vivere una vita che non rispecchia chi è realmente. La sua scelta di lasciare il sacerdozio è un passo verso una vita più autentica.
Un nuovo inizio a Montebelluna
Il futuro di don Giovanni si svolgerà a Montebelluna, il suo paese d’origine. Qui, intende ricominciare e costruire una vita più vera e umana. La sua decisione di abbandonare il sacerdozio segna la chiusura di un capitolo importante, ma apre anche un nuovo percorso, quello di un uomo che ha scelto di vivere in armonia con se stesso.
Riflessioni sulla comunità pugliese
La storia di don Giovanni Gatto non è solo un caso isolato, ma riflette una realtà che potrebbe toccare anche la comunità pugliese. In una regione dove la fede e la tradizione religiosa sono fortemente radicate, la sua scelta potrebbe stimolare un dibattito su temi come la solitudine dei sacerdoti e la necessità di una maggiore apertura da parte della Chiesa. La questione del celibato e delle relazioni affettive tra i sacerdoti è un argomento delicato, che merita attenzione e comprensione.
In Puglia, dove molte parrocchie si trovano ad affrontare la scarsità di vocazioni, la storia di don Giovanni potrebbe rappresentare un’opportunità per riflettere su come la Chiesa possa supportare i suoi membri in modo più umano e comprensivo. La sua esperienza potrebbe incoraggiare altri a condividere le proprie difficoltà, contribuendo a creare un ambiente più inclusivo e solidale.
In conclusione, la scelta di don Giovanni Gatto di lasciare il sacerdozio è un atto di coraggio che invita alla riflessione su temi universali come l’amore, la solitudine e la ricerca di una vita autentica. La sua storia potrebbe ispirare un cambiamento positivo, non solo per lui, ma anche per la comunità che lo circonda.
















