Violenza contro i soccorritori: un fenomeno allarmante a Foggia
Un episodio drammatico ha scosso la comunità di Foggia il 17 ottobre, quando volontari e autisti del 118 sono stati aggrediti durante un intervento di emergenza. Due ambulanze, provenienti dal capoluogo e da Cerignola, sono intervenute per soccorrere una donna in condizioni critiche, affetta da neoplasia e in arresto cardiaco. Purtroppo, la paziente è deceduta poco dopo, scatenando la furia dei familiari, che hanno aggredito i soccorritori con calci, pugni e insulti, fino a lanciare oggetti dai balconi.
Un contesto di crescente aggressività
Questo episodio non è isolato, ma rappresenta un trend preoccupante nella provincia di Foggia. Secondo i dati forniti dall’Asl, si tratta del dodicesimo episodio di violenza contro operatori sanitari registrato nel 2025, con un incremento rispetto agli anni precedenti: 17 casi nel 2024 e 18 nel 2023. La situazione è talmente grave che il consigliere regionale della Lega, Napoleone Cera, ha denunciato pubblicamente la mancanza di personale medico a bordo dei mezzi di emergenza, evidenziando turni massacranti e mezzi insufficienti.
Le conseguenze per i soccorritori e la comunità
Un operatore del 118 ha raccontato che, già all’arrivo della prima ambulanza, i familiari si sono mostrati visibilmente agitati e aggressivi. Nonostante l’impegno del personale, la paziente è deceduta, scatenando una reazione violenta. “A causa della situazione ostile, non è stato possibile lasciare immediatamente l’abitazione”, ha dichiarato l’operatore, sottolineando la necessità dell’intervento delle forze dell’ordine per garantire la sicurezza del personale.
Le istituzioni rispondono
Tre giorni prima di questo episodio, la Prefettura di Foggia aveva firmato un protocollo operativo contro la violenza nei confronti del personale sanitario. Questo accordo prevede il coordinamento delle forze di polizia in caso di aggressioni, il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza e teleallarme, e specifici percorsi di formazione per gli operatori. Tuttavia, la domanda che sorge è: basterà questo per fermare la spirale di violenza?
Un fenomeno da combattere
La violenza contro i soccorritori non è solo un problema per il personale sanitario, ma un segnale allarmante per l’intera comunità. La sicurezza dei soccorritori è fondamentale per garantire un servizio di emergenza efficace. La paura di aggressioni può influenzare la disponibilità e la motivazione degli operatori, con ripercussioni dirette sulla qualità dell’assistenza fornita ai cittadini.
Riflessioni finali
La situazione a Foggia richiede un intervento urgente e coordinato da parte delle istituzioni e della comunità. È fondamentale che i cittadini comprendano l’importanza del lavoro dei soccorritori e che si crei un clima di rispetto e collaborazione. Solo così si potrà garantire un servizio di emergenza efficace e sicuro per tutti.

















