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“Alla Radice”: il nuovo progetto di filiera parte dalla pasta

Il Progetto “Eataly alla Radice”: Un Modello di Sostenibilità per le Imprese Pugliesi

Il recente lancio del progetto “Eataly alla Radice” rappresenta un passo significativo verso la sostenibilità e la responsabilità produttiva nel settore agroalimentare. Coordinato scientificamente dall’Università degli Studi di Palermo e da Slow Food Italia, il progetto si propone di costruire un modello di tracciabilità, trasparenza e impatto ambientale misurabile. Questa iniziativa non solo coinvolge grandi nomi, ma si intreccia profondamente con le realtà produttive locali, in particolare quelle pugliesi.

Un Percorso di Tracciabilità per la Pasta Pugliese

La prima applicazione concreta del progetto riguarda la pasta di semola di grano duro, un simbolo della tradizione gastronomica italiana. Gli spaghetti, linguine, paccheri e rigatoni a marchio Eataly sono ora disponibili con un QR code che rimanda a un’etichetta narrante, realizzata da Slow Food. Questo strumento permette ai consumatori di seguire ogni fase del processo produttivo, dalle pratiche agronomiche alla trasformazione.

Agroecologia e Filiera Sostenibile

Il cuore del progetto è un disciplinare tecnico di filiera che stabilisce standard e obiettivi di miglioramento continuo, in linea con i principi dell’agroecologia. Questi principi includono la conservazione del suolo, la gestione sostenibile dell’acqua e la riduzione degli input chimici. La validazione del disciplinare è stata effettuata da RINA, che ha condotto audit presso tutti gli attori coinvolti per garantire la conformità.

In Puglia, il grano duro viene coltivato nel Tavoliere delle Puglie da aziende come Fondazione Siniscalco Ceci Emmaus e ATS Agri, che adottano pratiche agricole innovative come il sovescio e la rotazione colturale. La trasformazione avviene presso il Molino De Vita di Casalvecchio di Puglia, un’azienda familiare che si impegna a ridurre i consumi energetici e idrici di almeno il 5% per ogni chilogrammo di semola prodotta. La pasta è poi realizzata dal Premiato Pastificio Afeltra di Gragnano, che ha implementato un piano di riduzione delle emissioni climalteranti in linea con il disciplinare di Eataly.

L’Etichetta Narrante: Educazione Alimentare e Consapevolezza

Ogni confezione di pasta presenta un’etichetta narrante elaborata da Slow Food, che offre ai consumatori gli strumenti per scegliere con consapevolezza. Serena Milano, direttrice generale di Slow Food Italia, sottolinea che questo strumento non solo accompagna un prodotto buono, ma racconta anche la sua storia, il territorio e le scelte agronomiche che ne determinano la qualità.

Attraverso il QR code presente sulla confezione, i consumatori possono accedere a informazioni dettagliate sulla filiera. Sebbene la prima applicazione riguardi la pasta, Eataly prevede di estendere il progetto “Alla Radice” ad altre categorie di prodotti, come conserve e olio extravergine, creando un percorso che unisce innovazione, educazione e sostenibilità economica.

Impatto Economico e Opportunità per le Imprese Locali

Il progetto “Eataly alla Radice” non solo promuove la sostenibilità, ma rappresenta anche un’importante opportunità per le imprese locali pugliesi. La filiera agroalimentare pugliese, già nota per la qualità dei suoi prodotti, può beneficiare di una maggiore visibilità e di un riconoscimento internazionale grazie a iniziative come questa. Le aziende coinvolte, come il Molino De Vita e il Premiato Pastificio Afeltra, possono ampliare il loro mercato e attrarre consumatori sempre più attenti alla sostenibilità.

Inoltre, il progetto si allinea con i bandi regionali che incentivano l’adozione di pratiche sostenibili e innovative nel settore agroalimentare. La Regione Puglia ha messo a disposizione fondi per sostenere le imprese che investono in tecnologie verdi e pratiche agricole sostenibili, creando un contesto favorevole per l’implementazione di modelli come quello di Eataly.

Conclusioni: Verso un Futuro Sostenibile

Il progetto “Eataly alla Radice” rappresenta un esempio virtuoso di come le imprese locali possano collaborare per creare un modello di produzione sostenibile e responsabile. Con l’adozione di pratiche agroecologiche e la trasparenza nella filiera, le aziende pugliesi possono non solo migliorare la loro competitività, ma anche contribuire a un futuro più sostenibile per il settore agroalimentare. La sfida ora è quella di estendere questo modello a un numero sempre maggiore di prodotti e aziende, creando una rete di sostenibilità che possa beneficiare l’intera comunità.

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