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Elia strangolato dalla madre: un dramma annunciato. Lei disse all’ex: “Me lo porto via.”

Tragedia a Calimera: Un Caso di Violenza Familiare che Colpisce la Comunità Pugliese

Il 18 novembre 2024, la comunità di Calimera, in provincia di Lecce, è stata scossa da un tragico evento che ha portato alla luce le problematiche legate alla violenza domestica e alla custodia dei minori. La scomparsa del piccolo Elia Perrone, 8 anni, e il ritrovamento del corpo della madre, Najoua Minniti, in mare a Torre dell’Orso, hanno sollevato interrogativi inquietanti sulla sicurezza dei bambini e sull’efficacia delle istituzioni nel gestire situazioni di rischio.

Un’Inquietante Previsione

Le parole pronunciate da Najoua Minniti il 16 dicembre 2024, durante una discussione con l’ex compagno Fabio Perrone, risuonano come un tragico presagio: “Ritieniti responsabile di qualunque cosa capiti a me e a lui”. Queste frasi, riportate da Perrone, evidenziano un clima di tensione e preoccupazione che aleggiava attorno alla coppia, già segnata da conflitti e denunce reciproche riguardanti l’affido condiviso del figlio.

Il giorno della scomparsa, Perrone si è recato dai carabinieri per denunciare la mancanza del bambino all’uscita di scuola, mentre contemporaneamente il corpo di Najoua veniva rinvenuto in mare. La scoperta ha immediatamente sollevato il sospetto di un omicidio-suicidio, un’ipotesi che ha colpito profondamente la comunità locale.

Un Contesto di Violenza e Maltrattamenti

La situazione familiare di Elia era complessa. Secondo quanto riportato dallo zio, il bambino aveva espresso preoccupazioni riguardo ai maltrattamenti subiti dalla madre. Questo elemento ha portato a riflessioni amare sulla possibilità di prevenire una tragedia che, secondo molti, avrebbe potuto essere evitata. La comunità di Calimera, già colpita da eventi simili in passato, si trova ora a dover affrontare le conseguenze di una violenza che ha colpito un innocente.

Le Istituzioni e la Gestione del Caso

Il caso ha messo in luce le difficoltà delle istituzioni nel gestire situazioni di violenza domestica. Nonostante le denunce presentate da Perrone e un provvedimento d’urgenza che aveva temporaneamente tolto Elia alla madre, Najoua era stata riammessa alla custodia del bambino dopo un percorso di valutazione con il Centro di salute mentale. Tuttavia, il legale di Perrone ha sottolineato che Najoua non aveva mai seguito il percorso di genitorialità richiesto, un fatto che solleva interrogativi sulla vigilanza delle autorità competenti.

La comunità pugliese è ora chiamata a riflettere su come migliorare la protezione dei minori e la gestione dei casi di violenza domestica. Le istituzioni locali, in particolare, devono affrontare la questione con urgenza, implementando misure più efficaci per garantire la sicurezza dei bambini e supportare le famiglie in difficoltà.

Un Appello alla Consapevolezza

Questa tragedia non è solo un evento isolato, ma un richiamo alla responsabilità collettiva. È fondamentale che i cittadini, le istituzioni e le associazioni locali collaborino per creare un ambiente più sicuro per i bambini. La sensibilizzazione sulla violenza domestica e il supporto alle famiglie in difficoltà devono diventare priorità per la comunità pugliese.

In conclusione, la storia di Elia e Najoua è un triste promemoria della necessità di un intervento tempestivo e efficace da parte delle istituzioni. La comunità di Calimera, e più in generale la Puglia, deve unirsi per garantire che simili tragedie non si ripetano, lavorando insieme per un futuro più sicuro e giusto per tutti i bambini.

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