Liste d’attesa in Puglia: una strategia da rivedere
La recente iniziativa dell’assessore alla Salute, Donato Pentassuglia, di limitare le prenotazioni duplicate ha suscitato un acceso dibattito tra i professionisti del settore sanitario pugliese. Questa misura, parte di una strategia più ampia per ridurre le liste d’attesa, ha l’obiettivo di evitare comportamenti opportunistici che, anche involontariamente, possono aggravare la situazione già critica.
Il problema delle prenotazioni duplicate
Dal giorno dell’implementazione, i medici di medicina generale non possono più inserire due prescrizioni identiche per lo stesso paziente. Questo cambiamento è stato pensato per evitare che un cittadino prenoti lo stesso esame o visita con priorità diverse, occupando così più posti. Tuttavia, già nelle prime ore dopo l’introduzione della misura, sono emerse problematiche significative. Alcuni medici e ASL hanno segnalato che, a causa di una registrazione inefficace delle prestazioni, si trovano nell’impossibilità di prescrivere esami di controllo, creando confusione e ritardi.
Reazioni e sospensioni
In risposta alle lamentele, il Dipartimento della Salute ha deciso di sospendere temporaneamente il blocco delle doppie prescrizioni, optando per un avviso che invita i medici a verificare la presenza di prescrizioni duplicate. Questo episodio evidenzia una carenza organizzativa e informatica che continua a ostacolare il funzionamento del sistema sanitario pugliese.
Il ruolo degli specialisti e la presa in carico dei pazienti
Un altro punto cruciale della circolare di luglio riguarda la presa in carico dei pazienti da parte degli specialisti. La legge prevede che siano gli specialisti a prescrivere le visite e gli esami di controllo, senza costringere il paziente a tornare dal medico di base. Tuttavia, questa pratica è ancora in gran parte inattuata, contribuendo al mancato rispetto dei tempi massimi di attesa. Ad esempio, un paziente che ha subito un intervento oncologico può trovarsi a dover aspettare per una risonanza magnetica di controllo insieme a chi ha dolori articolari, creando una situazione di inefficienza e frustrazione.
Dati regionali e impatto sui pronto soccorso
Durante l’incontro tra Pentassuglia e i vertici delle aziende sanitarie, è emerso che il Policlinico di Bari accoglie oltre 90.000 persone all’anno, rappresentando più dell’8% degli accessi regionali. Altri ospedali, come il Fazzi di Lecce e il SS Annunziata di Taranto, seguono con rispettivamente 69.000 e 66.000 accessi. Questi dati evidenziano come le prime undici strutture sanitarie coprano il 51% degli accessi totali, con un carico significativo sui pronto soccorso, dove le urgenze minori possono arrivare a costituire il 90% dei casi trattati.
Conclusioni e prospettive future
La situazione attuale delle liste d’attesa in Puglia richiede un intervento deciso e coordinato. È fondamentale che le misure adottate siano accompagnate da un’efficace implementazione e monitoraggio. La creazione di agende di prenotazione riservate per i follow-up e una migliore registrazione delle prestazioni sono passi necessari per garantire un servizio sanitario più efficiente e accessibile. Solo così si potrà sperare di migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria per i cittadini pugliesi e ridurre le attese che, al momento, rappresentano una delle principali criticità del sistema.












