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La Regione Puglia contesta i dati sugli screening oncologici: “Errori macroscopici”

Controversia sui Dati degli Screening Oncologici in Puglia: La Regione Risponde

La Regione Puglia si trova al centro di una polemica riguardante i dati forniti dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas), che collocano l’Asl Bari tra le peggiori in Italia per quanto riguarda i programmi di screening oncologici. Questa situazione ha sollevato forti critiche da parte di Vito Montanaro, direttore del dipartimento Politiche della Salute, e Nek Albano, dirigente della Sezione Promozione della Salute, i quali hanno espresso preoccupazione per il danno di immagine che tali numeri potrebbero arrecare alla Puglia e alle sue Aziende sanitarie.

Un’Analisi Critica dei Dati

Montanaro e Albano hanno richiesto chiarimenti sui dati pubblicati nella “nuova edizione del ‘Sistema nazionale di valutazione delle performance delle Aziende sanitarie e ospedaliere’”. Secondo i dirigenti regionali, i numeri diffusi da Agenas non solo sono errati, ma rappresentano anche un grave errore di calcolo che potrebbe influenzare negativamente la percezione della sanità pugliese. “È difficile accettare che l’Agenzia nazionale possa nuovamente diffondere dati errati a distanza di pochi mesi”, hanno affermato, riferendosi a un episodio simile avvenuto nel maggio 2025.

Il Dato Sbagliato e le Conseguenze

In particolare, l’Agenzia avrebbe attribuito all’Asl Bari un’adesione allo screening mammografico del 3,8%, cifra che i dirigenti regionali considerano incompatibile con la realtà. I dati ufficiali della Regione indicano invece una percentuale del 38% per il territorio Asl Bari e del 45% a livello regionale. Per lo screening del Colon Retto, l’adesione è del 24% in Puglia e del 22% per l’Asl Bari, mentre per lo screening della cervice uterina, la partecipazione è del 40%.

Un Quadro di Miglioramento

La Regione Puglia sottolinea che i dati trasmessi ad Agenas, utilizzati per il monitoraggio nazionale dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), presentano un quadro completamente diverso rispetto a quello pubblicato da Agenas. Montanaro e Albano hanno evidenziato che la Puglia sta recuperando terreno rispetto agli obiettivi fissati dai Lea, grazie a un incremento degli inviti e dell’adesione della popolazione target.

Richiesta di Rettifica

In risposta a questa situazione, la Regione ha formalmente richiesto una rettifica dei dati all’Agenas, chiedendo di controllare le informazioni prima di diffonderle pubblicamente. “La Puglia si colloca fra le realtà del Centro-Sud con i trend di miglioramento più marcati”, hanno concluso i dirigenti, evidenziando l’importanza di una comunicazione accurata e veritiera per il benessere della popolazione.

Impatto sulla Comunità Pugliese

Questa controversia non è solo una questione di numeri, ma ha ripercussioni dirette sulla percezione della sanità pugliese da parte dei cittadini. Un’immagine distorta della realtà potrebbe influenzare la fiducia della popolazione nei servizi sanitari, con potenziali effetti negativi sulla partecipazione agli screening oncologici, fondamentali per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori.

In un contesto in cui la salute pubblica è una priorità, è essenziale che le istituzioni locali e regionali lavorino insieme per garantire che i dati siano accurati e rappresentativi. La trasparenza e la comunicazione chiara sono cruciali per mantenere la fiducia dei cittadini e per promuovere una cultura della prevenzione.

Conclusioni

La questione dei dati errati sugli screening oncologici in Puglia evidenzia la necessità di un monitoraggio attento e di una comunicazione efficace tra le istituzioni sanitarie e la popolazione. La Regione Puglia, attraverso le sue azioni, dimostra un impegno verso la corretta informazione e la tutela della salute dei cittadini, elementi fondamentali per il progresso della sanità regionale.

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