La Sanità Pugliese: Un Paradosso di Risorse e Personale
La sanità pugliese si trova attualmente in una situazione critica, nonostante un parco tecnologico di 590 macchinari, superiore a quello di regioni come l’Emilia Romagna. La causa principale di questa crisi è la cronica carenza di personale, con soli 6.751 medici in servizio. Per affrontare questa emergenza, la Regione ha annunciato un piano straordinario da 15 milioni di euro per cercare di smaltire le liste di attesa, che continuano a crescere.
La Situazione Attuale
Il paradosso è evidente: la Puglia, che deve investire ingenti somme per migliorare l’efficienza del sistema sanitario, dispone di un numero di macchinari che supera quello di altre regioni con popolazioni simili. Ad esempio, l’Emilia Romagna ha 553 macchinari per una popolazione simile, mentre il Piemonte ne ha 487. Tuttavia, il problema non risiede nella quantità di attrezzature, ma nella capacità di farle funzionare. È come possedere una Ferrari senza avere la benzina per farla andare. In questo caso, la “benzina” è rappresentata dal personale medico e infermieristico.
Negli ultimi anni, grazie anche al PNRR, sono stati effettuati importanti investimenti in infrastrutture e macchinari. Tuttavia, non è stato fatto lo stesso sforzo per le assunzioni. La differenza tra la Puglia e l’Emilia Romagna è evidente: mentre in Puglia ci sono 6.751 medici, in Emilia Romagna il numero sale a 9.514.
Il Parco Macchinari in Puglia
Attualmente, in Puglia sono attivi:
- 19 acceleratori lineari
- 52 angiografi
- 14 gamma camere computerizzate
- 174 mammografi
- 151 risonanze magnetiche
- 15 sistemi robotizzati per la chirurgia endoscopica
- 141 TAC
Di questi, 223 apparecchiature hanno meno di cinque anni, il che indica un parco tecnologico relativamente moderno. Tuttavia, il problema principale rimane la scarsa operatività di questi macchinari, che lavorano solo per 6-8 ore al giorno, mentre potrebbero operare fino a 12 ore.
Il Problema del Personale
La carenza di personale è un nodo cruciale. Nonostante un incremento nel numero di medici e infermieri dal 2021, la situazione rimane critica. Secondo i dati di Agenas, il divario con le regioni del Nord si è ampliato. Entro il 2030, si prevede che 6.000 operatori usciranno dal sistema, aggravando ulteriormente la situazione.
Nel 2019, in Puglia erano operativi 6.631 medici, mentre nel 2023 il numero è salito a 6.751, con un incremento di appena 1,81%. Al contrario, in Emilia Romagna il numero è passato da 8.904 a 9.514 (+6,85%). Anche per quanto riguarda gli infermieri, la situazione è simile: in Puglia si è passati da 15.757 a 17.169 unità, contro le 28.149 in Emilia Romagna.
Le Conseguenze per i Pazienti e il Sistema Sanitario
Questa carenza di personale ha ripercussioni dirette sull’assistenza sanitaria. Nei 37 pronto soccorso pugliesi, mancano all’appello 116 medici, e circa 300 nel servizio 118. I concorsi per il reclutamento di personale continuano a fallire, con pochi professionisti disposti a lavorare in prima linea. Questa situazione, se non affrontata, rischia di mandare in tilt l’intero sistema di emergenza-urgenza.
Il dipartimento Salute ha tentato di reclutare personale almeno dieci volte nel 2025, ma i bandi sono andati sempre a vuoto. Questo scenario non è solo un problema per i professionisti della salute, ma anche per i pazienti, che si trovano a dover affrontare lunghe attese e un’assistenza sanitaria compromessa.
Conclusioni e Prospettive Future
La sanità pugliese si trova di fronte a una sfida enorme. Nonostante un parco tecnologico all’avanguardia, la mancanza di personale mette a rischio la qualità dell’assistenza sanitaria. È fondamentale che la Regione Puglia non solo investa in infrastrutture e macchinari, ma anche in risorse umane. Solo così sarà possibile garantire un servizio sanitario efficiente e di qualità per tutti i cittadini pugliesi.



















