di Erasmo Venosi
La Sanità in Puglia: Un’Analisi Critica della Situazione Attuale
La sanità pubblica in Italia, e in particolare in Puglia, sta attraversando un periodo di forte crisi. Secondo il Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale, l’Italia si colloca all’ultimo posto tra i Paesi del G7 per spesa pro capite in materia sanitaria. Questo dato è particolarmente preoccupante per le Regioni meridionali, dove la situazione è ancora più critica.
Finanziamenti e Risorse: Un’Analisi Necessaria
La legge di bilancio per il 2026 prevede un incremento di 2,4 miliardi di euro per il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn), portando il fabbisogno sanitario nazionale a 143,1 miliardi di euro. Tuttavia, questi fondi sono principalmente destinati ad aumenti salariali e assunzioni, con un incremento di soli mille medici e oltre seimila infermieri. Questo rappresenta solo una piccola frazione rispetto al numero totale di professionisti sanitari necessari.
In Puglia, la situazione è allarmante: la regione ha un numero di medici e infermieri che non riesce a soddisfare le esigenze della popolazione. Con una media di 2,11 medici ogni 1000 abitanti e 3,96 infermieri, la Puglia si trova in una posizione critica, con una carenza stimata di almeno 2500 medici negli ospedali.
Disparità Regionali e Impatto sulla Salute Pubblica
La disparità nella ripartizione del Fondo Sanitario tra le regioni è evidente. Mentre il Piemonte e la Lombardia ricevono oltre 2000 euro pro capite, la Puglia si attesta a 2051 euro, con una differenza di 5,22 euro rispetto alla media nazionale. Questa situazione ha un impatto diretto sulla salute pubblica, con l’aspettativa di vita in Puglia che è inferiore rispetto ad altre regioni, come la Campania, che si trova a 81,4 anni rispetto ai 83,1 anni della media nazionale.
Il Piano di Rientro e le Criticità della Sanità Pugliese
Il piano di rientro della Campania ha messo in luce le difficoltà che molte regioni meridionali, inclusa la Puglia, devono affrontare. La Campania ha recentemente ottenuto una sentenza favorevole dal TAR riguardo al suo piano di rientro, ma le criticità rimangono. In Puglia, la mancanza di risorse adeguate ha portato a una situazione in cui i servizi sociosanitari sono insufficienti e le liste d’attesa per le visite specialistiche sono in costante aumento.
Il ministero della Salute ha evidenziato che ci sono importanti aspetti che non trovano adempimento, come l’assistenza a anziani e fragili, e criticità nei programmi di screening oncologici. Queste carenze impediscono una corretta certificazione dell’uscita dal piano di rientro e mettono in evidenza la necessità di un intervento urgente.
Prospettive Future: Cosa Aspettarsi?
Con una proiezione che indica che tra il 2023 e il 2030 circa 12.600 medici di famiglia andranno in pensione, mentre solo 10.714 entreranno nel mondo del lavoro, la situazione è destinata a peggiorare. La Puglia, come molte altre regioni meridionali, rischia di trovarsi in una crisi sanitaria senza precedenti, dove i cittadini potrebbero dover affrontare un sistema sanitario a pagamento, in cui chi non ha i mezzi economici non potrà ricevere le cure necessarie.
Conclusioni: Un Appello alla Mobilitazione
È fondamentale che le istituzioni locali e regionali si mobilitino per affrontare questa crisi. La sanità è un diritto fondamentale e non può essere lasciata in balia di tagli e riforme inadeguate. La Puglia ha bisogno di un piano strategico che garantisca risorse adeguate e un’assistenza sanitaria di qualità per tutti i cittadini. Solo così potremo sperare di invertire la tendenza e garantire un futuro migliore per la salute pubblica nella nostra regione.



















