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Strage del Gargano, don Ciotti: “Sulle mafie c’è superficialità”

Memoria e Impegno: L’Anniversario della Strage di San Marco in Lamis

Il 9 agosto 2025 segna l’ottavo anniversario della strage di San Marco in Lamis, un evento tragico che ha segnato profondamente la comunità garganica. In questa occasione, don Luigi Ciotti, fondatore e presidente di Libera e del gruppo Abele, ha partecipato a una cerimonia commemorativa presso la vecchia stazione, luogo dell’agguato che costò la vita a Luigi e Aurelio Luciani, due agricoltori innocenti, insieme al boss mafioso Mario Luciano Romito e al cognato Matteo De Palma.

Un Messaggio di Speranza e Responsabilità

Durante il suo intervento, don Ciotti ha sottolineato l’importanza della memoria e dell’impegno collettivo nella lotta contro la mafia. “La vicinanza ai familiari delle vittime non è solo un momento di grande emozione, ma deve essere un impegno che ci assumiamo tutti”, ha affermato. Questo richiamo alla responsabilità individuale è particolarmente rilevante per i cittadini pugliesi, che vivono in una regione storicamente colpita dalla criminalità organizzata.

Riflessioni sulla Situazione Attuale

Don Ciotti ha evidenziato come, nonostante i progressi fatti negli ultimi anni grazie all’impegno delle forze dell’ordine e della magistratura, ci sia una crescente indifferenza e una normalizzazione della criminalità nel Paese. “In otto anni è cambiato qualcosa, ma non abbastanza”, ha dichiarato, esprimendo preoccupazione per l’aria di superficialità che si respira attualmente. Questo è un tema cruciale per la Puglia, dove la mafia continua a rappresentare una minaccia concreta per la sicurezza e il benessere della comunità.

Un Appello alla Mobilitazione

“Le mafie sono un problema”, ha continuato don Ciotti, “e l’ultima mafia rischia sempre di essere la penultima, perché nel codice dei mafiosi c’è un imperativo: quello di rigenerarsi”. Questo messaggio è un invito a tutti i cittadini pugliesi a non abbassare la guardia e a continuare a combattere contro la criminalità organizzata. La lotta deve essere un impegno costante, che richiede la partecipazione attiva di tutti.

Il Ruolo delle Istituzioni e della Società Civile

La cerimonia ha visto la partecipazione non solo delle vedove delle vittime, ma anche di rappresentanti delle istituzioni e di cittadini comuni. Questo dimostra che la memoria delle vittime è un patrimonio collettivo che deve essere preservato e onorato. La presenza di figure istituzionali è fondamentale per garantire che il messaggio di giustizia e verità non venga dimenticato.

Conclusioni: Un Futuro di Speranza

In un contesto in cui la mafia continua a essere una realtà inquietante, l’appello di don Ciotti a “rigenerarsi” e a “esserci sempre” è un invito a non perdere la speranza. La lotta contro la mafia è una battaglia che richiede il contributo di ciascuno, e la Puglia, con la sua storia e le sue sfide, deve essere in prima linea. Solo attraverso un impegno collettivo e una forte mobilitazione sociale sarà possibile costruire un futuro libero dalla paura e dalla violenza.

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