Truffa ai danni dello Stato: tre poliziotti indagati nella provincia di Barletta Andria Trani
Un episodio inquietante ha scosso la comunità pugliese, con il coinvolgimento di tre poliziotti della Questura di Barletta Andria Trani, accusati di truffa aggravata ai danni dello Stato e falsità ideologica in atto pubblico. Il Tribunale di Trani ha emesso un’ordinanza cautelare di interdizione per sei mesi nei confronti di un vice ispettore, mentre gli altri due indagati sono stati denunciati a piede libero.
Le indagini e le accuse
L’indagine, condotta dalla squadra mobile e coordinata dalla Procura di Trani, è stata avviata a seguito di una segnalazione dell’ufficio sanitario provinciale della Questura. Si è scoperto che i tre poliziotti avrebbero sfruttato illegittimamente i benefici previsti dalla legge 104/92 e dall’articolo 42 del d.lgs. 151/2001, che consentono permessi retribuiti per l’assistenza a familiari con disabilità.
Attraverso un monitoraggio durato quattro mesi, gli investigatori hanno accertato che i poliziotti richiedevano permessi per assistere i propri familiari, ma in realtà si dedicavano ad attività personali. In particolare, è emerso che due di loro non soddisfacevano nemmeno i requisiti necessari per ottenere tali permessi, poiché non coabitavano con i familiari assistiti.
Dettagli delle assenze illegittime
Le indagini hanno documentato ben 50 giornate di assenze ritenute illegittime, con una truffa stimata in circa 5.300 euro. Tra le assenze contestate, un ispettore in pensione ha usufruito di 28 giornate, sette delle quali trascorse in vacanza a Barcellona. Il vice ispettore interdetto, difeso dall’avvocato Antonio Maria La Scala, è accusato di sei giornate di assenza indebita, mentre l’assistente capo è coinvolta in altre sedici giornate di permessi retribuiti illegittimi.
Impatto sulla comunità pugliese
Questo caso solleva interrogativi sulla fiducia nelle istituzioni e sulla responsabilità dei pubblici ufficiali. La Questura di Barletta Andria Trani ha dichiarato che episodi del genere danneggiano l’immagine delle forze dell’ordine e minano la fiducia dei cittadini. La comunità pugliese, già provata da diverse problematiche sociali, si trova ora a dover affrontare un ulteriore scossone, che potrebbe influenzare la percezione della sicurezza e dell’integrità delle istituzioni.
Riflessioni finali
La vicenda dei tre poliziotti indagati non è un caso isolato. Negli ultimi anni, la Puglia ha visto emergere diversi episodi di malaffare e corruzione che hanno coinvolto figure pubbliche. È fondamentale che le istituzioni continuino a vigilare e a garantire la trasparenza, affinché simili situazioni non si ripetano. La comunità pugliese merita di avere rappresentanti che agiscano con integrità e rispetto delle leggi.
In conclusione, questo episodio rappresenta un campanello d’allarme per la società pugliese, che deve rimanere vigile e attenta nei confronti di chi ha il compito di proteggere e servire. La speranza è che la giustizia faccia il suo corso e che i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni.













