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Un adolescente su due si perde nel passaggio alle cure da adulti, avvertono gli psichiatri

La Transizione nella Salute Mentale: Un Problema Critico per i Giovani in Puglia

La salute mentale dei giovani è un tema di crescente importanza, soprattutto in un contesto come quello pugliese, dove i servizi di cura e assistenza si trovano ad affrontare sfide significative. Recenti dichiarazioni degli esperti, in particolare durante il 30esimo Congresso Nazionale della Società Italiana di Psichiatria (Sip) a Bari, hanno messo in luce una problematica cruciale: la transizione dai servizi di neuropsichiatria infantile a quelli per adulti è spesso brusca e disorganizzata, con conseguenze devastanti per i pazienti.

Un Passaggio Critico

Secondo la Sip, circa il 50% dei giovani abbandona le cure durante questa fase delicata della vita. La presidente della Sip, Liliana Dell’Osso, ha sottolineato che “le conseguenze possono essere disastrose”, con i giovani che si trovano a fronteggiare una frattura nel percorso di cura proprio nel momento più fragile della loro esistenza. Questo abbandono non solo compromette il percorso di cura, ma aumenta anche il rischio di problemi come l’abuso di sostanze psicoattive e l’abbandono scolastico.

Dati allarmanti

Uno studio pubblicato sulla rivista ‘Bmj Mental Health’ ha rivelato che in Italia solo il 12% delle transizioni avviene con successo, il valore più basso in Europa. In Puglia, dove la situazione è particolarmente critica, il 22% dei casi non ha sviluppi noti e solo il 26% mantiene la continuità della cura. Queste statistiche evidenziano una discontinuità assistenziale che ha un impatto emotivo e sociale devastante, causando disorientamento nelle famiglie e un senso di abbandono nei giovani.

Le Cause della Discontinuità

Le cause di questa discontinuità sono molteplici. Dell’Osso ha identificato tre fattori principali: la carenza di servizi specifici per la fase di transizione, una netta cesura organizzativa tra neuropsichiatria infantile e psichiatria dell’adulto, e l’applicazione di rigidi cut-off anagrafici. In Puglia, dove i servizi sono già sotto pressione, queste problematiche si amplificano, rendendo la transizione ancora più complessa.

Legislazione e Strutture

Attualmente, la legislazione impone che al compimento dei 18 anni, i giovani pazienti perdano il diritto a usufruire delle prestazioni della neuropsichiatria infantile. Questo è particolarmente preoccupante considerando che il 75% dei disturbi mentali esordisce prima dei 25 anni. Guido Di Sciascio, segretario nazionale Sip e direttore del Dsm dell’Asl di Bari, ha affermato che “non si diventa adulti all’improvviso” e che è necessario sviluppare percorsi di transizione strutturati e personalizzati.

La Carenza di Personale e Formazione

Un altro aspetto critico è la carenza di personale e la mancanza di formazione specifica. Di Sciascio ha evidenziato che la scarsa capacità dei servizi di rispondere alle esigenze dei giovani è dovuta anche a queste lacune. In Puglia, dove i professionisti della salute mentale sono già pochi, la situazione è ulteriormente aggravata dalla mancanza di competenze tecnico-specifiche.

Proposte per un Futuro Migliore

In risposta a queste problematiche, la Sip ha avanzato tre linee di intervento. La prima è l’attivazione di servizi multidisciplinari e multiprofessionali dedicati alla transizione, con un accesso facilitato per adolescenti e giovani adulti. La seconda proposta riguarda la definizione di linee guida e criteri di accreditamento condivisi tra le società scientifiche, per garantire omogeneità e qualità sul territorio nazionale. Infine, è fondamentale realizzare una formazione condivisa tra neuropsichiatria infantile e psichiatria dell’adulto, per rendere la transizione un processo integrato.

Conclusioni

La salute mentale dei giovani in Puglia è un tema che richiede attenzione e interventi mirati. La transizione dai servizi di neuropsichiatria infantile a quelli per adulti non può essere lasciata al caso. È fondamentale che le istituzioni locali, le ASL e i professionisti della salute mentale collaborino per garantire un percorso di cura continuo e personalizzato, che possa realmente supportare i giovani nel loro passaggio all’età adulta. Solo così si potrà evitare che molti di loro si perdano in quella ‘terra di mezzo’ che rappresenta un rischio concreto per il loro futuro.

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