La polemica del video di Don Mimmo Sternativo: un caso di rispetto e sensibilità nella comunità di Avetrana
Un episodio che ha scatenato un acceso dibattito nella comunità di Avetrana, in provincia di Taranto, è quello che ha visto protagonista Don Mimmo Sternativo, parroco delle chiese di San Giovanni Battista e Sacro Cuore. Un video, realizzato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, ha ritratto il sacerdote mentre balla con la statua del Cristo flagellato, suscitando indignazione e riflessioni sulla sensibilità verso il sacro.
Il video e la reazione del parroco
Don Mimmo ha risposto con un lungo post sui social, esprimendo il suo disappunto per l’assenza di rispetto mostrata dagli autori del filmato. «Credete veramente che si possa scherzare su tutto, senza un minimo di morale e di ritegno?» ha scritto, ponendo domande cruciali sulla responsabilità di chi crea contenuti, specialmente quando questi possono ferire la sensibilità di molti.
Il parroco ha messo in evidenza come il video, inizialmente circolato in chat private, sia rapidamente diventato virale, amplificando il dibattito sulla profanazione del sacro. «Chi si diverte in queste cose si nutre di qualche sciocco consenso ricavato da chi gli ride dietro», ha aggiunto, sottolineando che tali atti non possono essere considerati semplici scherzi.
Un’opera di devozione e il suo significato
La statua del Cristo flagellato, oggetto del video, ha una storia significativa per la comunità. Commissionata da un benefattore locale, è destinata a essere esposta nella cappella dell’Immacolata e portata in processione durante il Venerdì Santo. Questo gesto di devozione rappresenta un legame profondo tra la comunità e la sua fede, rendendo ancora più inaccettabile l’ironia su un simbolo sacro.
Don Mimmo ha ricordato che l’opera è stata realizzata per onorare gli ammalati e per promuovere la spiritualità tra i fedeli. La sua storia è un esempio di come la comunità pugliese si unisca per sostenere i valori di solidarietà e rispetto.
Le reazioni della comunità
Il dibattito ad Avetrana si è polarizzato tra chi condanna fermamente l’atto di profanazione e chi, invece, lo minimizza come uno scherzo accettabile. Questa divisione riflette una questione più ampia sulla sensibilità culturale e religiosa, non solo in Puglia, ma in tutta Italia.
Molti cittadini hanno espresso il loro sostegno a Don Mimmo, sottolineando l’importanza di mantenere un rispetto profondo per le tradizioni e le credenze religiose. «Il silenzioso consenso dei più è purtroppo il ripetersi di questa storia antica ma sempre nuova», ha affermato il parroco, evidenziando la necessità di una riflessione collettiva su come trattiamo il sacro.
Conclusioni e riflessioni
Questo episodio solleva interrogativi importanti sulla responsabilità individuale e collettiva nell’era digitale. La facilità con cui contenuti potenzialmente offensivi possono diffondersi richiede una maggiore consapevolezza e sensibilità da parte di tutti. La comunità di Avetrana, attraverso la voce di Don Mimmo, ci invita a riflettere su come le nostre azioni possano influenzare gli altri e a considerare il valore del rispetto reciproco.
In un mondo sempre più connesso, è fondamentale che i cittadini pugliesi, e non solo, si uniscano per promuovere una cultura di rispetto e comprensione, affinché episodi come questo non si ripetano e la fede e le tradizioni locali possano continuare a essere celebrate con dignità.
















