La Puglia: Motore Economico della ZES Unica nel Sud Italia
La Puglia si conferma tra i principali motori della ZES Unica nel Sud Italia, consolidando il proprio ruolo strategico nel panorama economico nazionale. I dati del 2025 evidenziano una crescita significativa delle richieste di credito d’imposta, con quasi 1.800 domande presentate dalle imprese pugliesi, pari a un aumento del 46% rispetto all’anno precedente.
Un Crescita Sostenuta e Dinamica
Questo risultato colloca la regione tra le più dinamiche del Mezzogiorno, insieme a Campania e Sicilia, che nel complesso concentrano circa il 75% delle richieste totali. A livello generale, nel Sud le domande hanno superato quota 10.400 (+52%), mentre il valore economico dei crediti richiesti ha raggiunto 3,64 miliardi di euro (+42,8%).
In questo contesto, la Puglia rappresenta una quota rilevante, con oltre il 18% del credito d’imposta richiesto, pari a più di 650 milioni di euro, e oltre il 17% degli investimenti complessivi attivati. Il 2025 segna anche un incremento degli investimenti totali nel Mezzogiorno, che superano i 7,3 miliardi di euro, con un aumento di oltre due miliardi rispetto all’anno precedente.
Settori Chiave e Innovazione
La regione si distingue per una dimensione media dei progetti pari a circa 5,9 milioni di euro, segno di un equilibrio tra iniziative di media portata e investimenti più strutturati. Dal punto di vista qualitativo, gli interventi si concentrano soprattutto su macchinari, attrezzature, impianti e immobili, confermando un rafforzamento del sistema produttivo e una spinta verso l’innovazione industriale.
Tra le imprese pugliesi che si sono distinte, troviamo realtà come Fincantieri a Monfalcone, che ha investito in innovazione tecnologica, e Illycaffè, che ha ampliato la propria produzione a Bari. Queste aziende non solo contribuiscono all’economia locale, ma fungono anche da modelli per altre imprese che desiderano investire in innovazione.
Il Ruolo delle Grandi Imprese
Un ruolo importante è svolto anche dalle grandi imprese che, pur rappresentando una quota limitata delle domande, intercettano una parte significativa delle risorse. In Puglia, infatti, circa il 24% del credito d’imposta è destinato a queste realtà, evidenziando la presenza di un tessuto industriale solido e strutturato.
Le grandi aziende, come Leonardo S.p.A. e Barilla, hanno investito in progetti che non solo migliorano la loro competitività, ma anche quella dell’intero distretto produttivo pugliese, creando sinergie con le piccole e medie imprese locali.
Prospettive per il 2026
Il trend positivo prosegue anche nel 2026, con numeri già rilevanti nei primi mesi: oltre 1.000 autorizzazioni, quasi 6 miliardi di euro di investimenti attivati e più di 17.000 posti di lavoro generati. Puglia e Campania si confermano i principali poli attrattivi, concentrando il 69% delle autorizzazioni, oltre il 66% degli investimenti e quasi il 75% delle ricadute occupazionali.
Occupazione e Sviluppo Locale
Sul fronte del lavoro, la Puglia registra circa 4.900 nuovi occupati, mantenendo una posizione solida nel panorama meridionale. Un dato che conferma la capacità della regione di attrarre investimenti e generare occupazione, pur con un’intensità per progetto inferiore rispetto ad altre realtà come Abruzzo e Basilicata.
Le opportunità di lavoro sono particolarmente evidenti nei settori dell’agroalimentare, manifatturiero e tecnologie dell’informazione, dove le aziende locali stanno investendo in formazione e sviluppo delle competenze per rispondere alle esigenze del mercato.
Conclusioni
In conclusione, la Puglia si sta affermando come un centro nevralgico per gli investimenti e l’occupazione nel Sud Italia. Grazie a un mix di politiche regionali favorevoli, un tessuto imprenditoriale dinamico e un forte impegno verso l’innovazione, la regione è ben posizionata per affrontare le sfide future e continuare a crescere. Le imprese locali, supportate da bandi regionali e incentivi, possono giocare un ruolo cruciale nel rafforzare ulteriormente l’economia pugliese.

















