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“Due sassi nello stagno”, romanzo d’esordio dell’ex procuratore di Bari Volpe

Un Giallo di Formazione: “Due Sassi nello Stagno” di Giuseppe Volpe

Il romanzo di esordio di Giuseppe Volpe, ex procuratore di Bari, intitolato Due sassi nello stagno, si presenta non solo come un giallo, ma come un profondo racconto di formazione. Ambientato negli anni ’70, il libro narra le vicende di un giovane magistrato, Roberto Gatti, che si trova a dover affrontare un doppio omicidio in un paesino del nord Italia, lontano dalla sua terra d’origine, la Puglia.

Un Viaggio nel Passato

La storia di Gatti è emblematicamente rappresentativa di una generazione di magistrati, definiti da Cossiga “i giudici ragazzini”, che si trovavano a operare in contesti difficili, spesso senza la preparazione adeguata. Volpe, durante la presentazione del libro a Terlizzi, ha sottolineato come il suo intento fosse quello di raccontare non solo la risoluzione del giallo, ma anche la solitudine e le sfide che affrontava un giovane giudice in un’epoca priva delle moderne tecnologie investigative.

Un’Indagine Solitaria

Il protagonista, Gatti, è descritto come un personaggio ombroso e taciturno, costretto a confrontarsi con la propria solitudine mentre cerca di risolvere due omicidi. La mancanza di mezzi tecnologici e di supporto lo costringe a fare affidamento sull’intuito e sull’osservazione. Questo aspetto del romanzo potrebbe risuonare profondamente con i lettori pugliesi, che possono riconoscere le sfide quotidiane di chi lavora nel settore della giustizia, specialmente in un contesto come quello della Puglia, dove la criminalità organizzata ha storicamente avuto un forte impatto.

Riflessioni sulla Giustizia

Volpe ha evidenziato che il libro è anche un pretesto per riflettere sulla condizione di una generazione di magistrati che ha dovuto affrontare il terrorismo e la mafia, senza le risorse e le tecnologie di oggi. La figura di Gatti rappresenta non solo un giovane giudice, ma anche un simbolo di una lotta più ampia per la giustizia e la verità, temi che restano attuali e rilevanti per i cittadini pugliesi.

Un Messaggio per i Giovani

Concludendo, Volpe ha espresso la speranza che il suo libro possa ispirare i giovani magistrati di oggi, mostrando loro come si svolgevano le indagini in un’epoca in cui la tecnologia non era ancora parte integrante del processo investigativo. La narrazione di Gatti, con le sue incertezze e le sue domande esistenziali, può servire da guida per chi si affaccia ora a una carriera nel mondo della giustizia.

Impatto Locale e Riflessioni Finali

In un contesto pugliese, dove la lotta contro la criminalità organizzata è una questione di vitale importanza, il racconto di Volpe offre uno spunto di riflessione su come la giustizia possa essere perseguita anche in condizioni avverse. La figura di Gatti, con le sue fragilità e la sua determinazione, rappresenta un messaggio di speranza per tutti coloro che operano nel settore della giustizia, invitando a non perdere mai di vista l’importanza dell’intuito e della dedizione.

In conclusione, Due sassi nello stagno non è solo un giallo avvincente, ma un’opera che invita a riflettere sulla condizione umana e professionale di chi si trova a combattere per la verità, in un mondo che spesso sembra ostile. La presentazione del libro a Terlizzi è stata un’occasione per riscoprire il valore della giustizia e della verità, temi che continuano a essere fondamentali per la comunità pugliese.

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