La Zona Economica Speciale in Puglia: Opportunità e Sviluppo per le Imprese Locali
Nel primo scorcio del 2026, la Puglia si distingue nel panorama nazionale per il numero di autorizzazioni uniche rilasciate, con 34 permessi su un totale di 107 nel Mezzogiorno. Questo dato evidenzia l’importanza della Zona Economica Speciale (Zes) come strumento per attrarre investimenti e stimolare l’economia locale. La premier Giorgia Meloni ha definito la Zes come il “modello da cui partire” per il rilancio del Sud, e i numeri sembrano confermare questa visione.
Un Trend Positivo per la Puglia
Nel 2025, la Puglia ha registrato un incremento significativo delle autorizzazioni uniche, passando da 72 nel 2024 a 204 nel 2025. Questo trend positivo è un chiaro segnale di vitalità imprenditoriale, con la Puglia che ha superato tutte le altre regioni del Sud, ad eccezione della Campania, che ha totalizzato 459 autorizzazioni. La Sicilia, con 170, è lontana da questi risultati.
Il segreto di questo successo, come sottolineato dall’avvocato Giosy Romano, coordinatore della Struttura di Missione, è la semplificazione burocratica. Questo meccanismo consente agli imprenditori di ottenere i titoli necessari in tempi rapidi, avviando così le loro attività senza ritardi. La Puglia, in particolare, beneficia di questa semplificazione, che si sta rivelando un volano per gli investimenti.
Le Sfide da Affrontare
Tuttavia, ci sono ancora margini di crescita. Due nodi critici emergono: la programmazione su più anni e l’ammontare del credito d’imposta. Quest’ultimo, che inizialmente copriva il 100% degli investimenti, è sceso al 70%, creando preoccupazioni tra gli imprenditori. Nonostante ciò, nel 2024 sono stati realizzati investimenti per 11 miliardi di euro, superando le aspettative.
Romano evidenzia che, nonostante la riduzione del credito d’imposta, molti imprenditori continuano a richiedere le autorizzazioni uniche, trovando nella semplificazione un incentivo più forte rispetto al beneficio economico.
Iniziative e Progetti Futuri
Recentemente, sono stati firmati protocolli con l’ABI e Bankitalia per garantire finanziamenti specifici in area Zes e monitorare gli impatti sul territorio. Inoltre, è stato avviato un patto per la decarbonizzazione e la reindustrializzazione dell’area di Brindisi, con un bando da 300 milioni di euro per migliorare infrastrutture e servizi pubblici nelle aree industriali.
Il Piano Strategico è attualmente a metà del suo percorso, e Romano sottolinea l’importanza di iniziare a pianificare le prospettive future per non farsi trovare impreparati. La chiave sarà analizzare i risultati ottenuti per identificare punti di forza e debolezza.
Il Punto di Vista degli Imprenditori
In un’intervista a Mario Aprile, presidente di Confindustria Bari-Bat, emerge un quadro ottimista sulla Zes. Aprile sottolinea che la Puglia ha rilasciato un quarto delle autorizzazioni uniche dell’intera Zes, un segnale di vitalità. Tuttavia, evidenzia anche la necessità di unire la leva finanziaria con quella burocratica per garantire un ambiente favorevole agli investimenti.
Aprile propone la creazione di un dipartimento dedicato alla sburocratizzazione, affinché gli imprenditori possano ricevere risposte certe e tempestive. La Zes, pur essendo un passo avanti, non basta da sola a contrastare la “lentocrazia” burocratica che affligge il Sud.
Le Prospettive per il Futuro
Aprile sottolinea l’importanza di mantenere la Zes come leva competitiva per il Sud, mentre si discute la possibilità di estenderla a livello nazionale. La Puglia, con il suo clima favorevole e un capitale umano ben formato, rappresenta un terreno fertile per gli investimenti. Tuttavia, le dimensioni infrastrutturali, come i porti e il trasporto merci, necessitano di miglioramenti.
In conclusione, la Zes rappresenta un’opportunità significativa per le imprese pugliesi, ma è fondamentale affrontare le sfide burocratiche e infrastrutturali per garantire un futuro prospero e sostenibile. Con un approccio strategico e collaborativo, la Puglia può diventare un modello di sviluppo per il Mezzogiorno.
















