Mia madre. La mia lingua: Un viaggio nel patrimonio culturale pugliese
C’è un patrimonio invisibile che attraversa il tempo e tiene unite le comunità: è fatto di gesti quotidiani, parole tramandate, riti condivisi e memorie che vivono nei racconti. Da questa consapevolezza nasce Mia madre. La mia lingua, un progetto ideato da Vincenza Tedone per il Centro Studi Cultura et Memoria ApS di Ruvo di Puglia, capace di trasformare la memoria in esperienza viva e condivisa.
Un ponte tra generazioni
Il percorso, sostenuto dal Comune nell’ambito dell’avviso “Ruvo Solidale – Genera Bellezza”, ha coinvolto anziani, giovani, operatori e volontari in un dialogo autentico tra generazioni. Questo incontro reale è stato costruito attraverso esperienze concrete, dove il fare insieme è diventato un linguaggio comune. La condivisione di storie e tradizioni ha permesso di riscoprire un legame profondo con il passato, un elemento fondamentale per la comunità pugliese.
Il pane: simbolo di vita e condivisione
Il pane, simbolo di vita e condivisione, è stato il cuore del progetto. Attraverso la sua preparazione, si sono riaccese storie di famiglia, riti religiosi e gesti contadini. I ragazzi e le ragazze del secondo anno del corso per Operatore della ristorazione – OF24-LINEA1-BA5 del Ciofs/fp – Puglia ETS di Ruvo di Puglia, accompagnati dai loro docenti, hanno guidato gli anziani e le anziane della RSA M.M. Spada e del Centro Diurno “N. Tedone”, gestiti dal Metropolis Group, in un incontro fatto di parole, sguardi e mani.
Valorizzazione del patrimonio culturale locale
Il progetto ha valorizzato il patrimonio culturale locale grazie al contributo del Gruppo Folk Città di Ruvo di Puglia, alla collaborazione con la Confraternita del Purgatorio di Ruvo di Puglia e al coinvolgimento del museo etnografico. Questi elementi hanno restituito uno spazio di riflessione sul cambiamento sociale e sul valore delle relazioni, creando un intreccio di realtà che ha reso possibile un racconto autentico e profondamente radicato nel territorio.
Un racconto visivo e sonoro
Fondamentale è stata la guida della formatrice e regista Patrizia Labianca, insieme allo sguardo dei fotoreporter Raffaella Mastrorilli e Francesco Adessi e al lavoro del videomaker Mirko Petrone, che hanno accompagnato e restituito visivamente tutte le fasi del percorso. Le musiche dei jazzisti del territorio dei primi del Novecento, recuperate e rielaborate dal compositore ruvese Livio Minafra, insieme alle marce sinfoniche del maestro Alessandro Amenduni, accompagnano il cortometraggio in un racconto corale che intreccia storie, volti e suoni della nostra terra.
Presentazione del cortometraggio
Il progetto è confluito in un cortometraggio che sarà presentato il 9 maggio, alle 20, nell’Auditorium della Parrocchia Santa Famiglia di Ruvo di Puglia. L’ingresso è libero, un’opportunità per tutti di immergersi in un’esperienza che celebra la cultura e le tradizioni pugliesi.
Conclusione
In un mondo sempre più globalizzato, iniziative come Mia madre. La mia lingua sono fondamentali per mantenere vive le tradizioni locali e per rafforzare i legami tra le generazioni. La Puglia, con il suo ricco patrimonio culturale, ha bisogno di progetti che valorizzino la memoria collettiva e che permettano di trasmettere le storie e le esperienze che ci uniscono. La cultura è un bene prezioso, e ogni gesto, ogni parola, ogni ricetta è un tassello che contribuisce a costruire l’identità di una comunità.
















