Memoria e Giustizia: L’Angolo della Memoria a Trani
In un gesto simbolico di grande significato, la Procura di Trani ha inaugurato un’iniziativa dedicata alle vittime innocenti di mafia, un tributo a coloro che hanno perso la vita per aver detto un fermo “no” alla criminalità organizzata. Cinque volti, cinque storie, che rappresentano un monito per la società e un invito alla riflessione.
Le Storie delle Vittime
Le fotografie esposte nell'”angolo della memoria” raccontano storie di uomini e donne che hanno pagato un prezzo altissimo. Tra di loro troviamo:
- Donato Boscia, ingegnere di Corato, assassinato a Palermo mentre progettava un invaso per l’acquedotto cittadino.
- Gioacchino Bisceglia, falegname di Terlizzi, ucciso il 25 febbraio 1996 per non aver accettato di pagare un riscatto per l’auto rubata a suo fratello.
- Antonio Lorusso, di Ruvo di Puglia, vittima dell’attentato mafioso contro il magistrato Pietro Scaglione.
- Sergio Cosmai, direttore del carcere di Cosenza, originario di Bisceglie, crivellato di colpi dalla ‘Ndrangheta il 12 marzo 1985.
- Gianni Carnicella, sindaco di Molfetta, assassinato il 7 luglio 1992 per non aver rilasciato un permesso per un concerto.
Il Messaggio di Renato Nitti
Il capo della Procura di Trani, Renato Nitti, ha sottolineato l’importanza di mantenere viva la memoria di queste vittime, affermando: “Il vento della memoria non ferma il tempo ma impedisce al tempo di cancellare ciò che dobbiamo tenere a mente”. Questo richiamo alla memoria è fondamentale per non dimenticare le ingiustizie subite e per promuovere una cultura della legalità.
Don Luigi Ciotti e il Diritto alla Verità
Un altro intervento significativo è stato quello di don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, che ha evidenziato come l’80% dei familiari delle vittime non conosca la verità sui crimini subiti. “Non è possibile che in un Paese come l’Italia questo diritto alla verità non venga scavato fino in fondo”, ha dichiarato, sottolineando l’importanza di restituire dignità e giustizia a chi ha subito perdite inaccettabili.
Un Appello alla Responsabilità Collettiva
Don Ciotti ha anche lanciato un appello alla società civile, invitando tutti a non dimenticare le vittime innocenti e a trasformare la memoria in responsabilità e impegno. “La memoria vive è quella che si deve tradurre tutti i giorni in responsabilità e impegno”, ha concluso, richiamando l’attenzione su come la lotta contro la mafia richieda un impegno costante da parte di tutti.
Riflessioni per la Puglia
In Puglia, dove la mafia ha radici profonde e storie di violenza e resistenza si intrecciano, iniziative come quella della Procura di Trani assumono un significato particolare. Le città pugliesi, da Corato a Molfetta, sono testimoni di un passato che non può essere dimenticato. La memoria delle vittime innocenti deve servire da monito per le nuove generazioni, affinché non si ripetano gli errori del passato.
In un contesto in cui la criminalità organizzata continua a rappresentare una minaccia, è fondamentale che le istituzioni e la società civile collaborino per costruire un futuro libero dalla paura e dall’oppressione. La memoria delle vittime innocenti di mafia deve diventare un faro che guida le azioni quotidiane di ciascun cittadino, affinché la lotta per la giustizia e la verità non si esaurisca mai.
Conclusione
La commemorazione delle vittime innocenti di mafia, come quella avvenuta a Trani, è un passo importante verso la costruzione di una società più giusta e consapevole. Solo attraverso la memoria e l’impegno collettivo possiamo sperare di sconfiggere la cultura della violenza e dell’omertà, rendendo omaggio a chi ha perso la vita per un ideale di giustizia e libertà.
















