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La Puglia cresce lentamente: nel 2025 l’aumento del PIL sarà inferiore alla media italiana e del Sud.

Analisi Economica della Puglia: Segnali Contraddittori nel 2025

Il rapporto annuale di Banca d’Italia sull’economia pugliese per il 2025 presenta un quadro complesso e sfaccettato. Sebbene il prodotto interno lordo (PIL) della regione cresca dello 0,4%, questo è inferiore alla media nazionale, che si attesta allo 0,5%, e a quella del Mezzogiorno, che registra un +0,7%. Inoltre, la crescita dell’occupazione segna un -0,3%, rispetto al +0,8% nazionale, evidenziando una situazione di stagnazione che non può essere ignorata.

Contesto Economico e Settori in Crescita

Nonostante i segnali preoccupanti, è prematuro parlare di una vera e propria frenata per la Puglia, che negli ultimi anni era stata definita la locomotiva del Sud. Settori come l’edilizia, sostenuta dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), continuano a mostrare segni di vitalità. Inoltre, il turismo si conferma un motore importante per l’economia regionale, con un incremento degli arrivi del 13,1% e delle presenze del 10,4% nel 2025. Questo trend positivo si riflette anche nei servizi di alloggio e ristorazione, dove il valore aggiunto è cresciuto del 18% rispetto a dieci anni fa.

Le Difficoltà dell’Agricoltura e della Grande Industria

Al contrario, il settore agricolo, che ha storicamente avuto un peso significativo nell’economia pugliese, sta affrontando sfide considerevoli. La crisi della grande industria, in particolare quella siderurgica, continua a pesare su aree come Taranto, che sta vivendo una fase critica a causa delle vertenze legate all’ex Ilva e a Natuzzi. Queste difficoltà si riflettono anche sulle retribuzioni, che, sebbene in crescita, rimangono inferiori ai livelli pre-crisi del 2008.

Occupazione: Un Futuro Incerto

Il mercato del lavoro pugliese mostra segnali di stagnazione, con una frenata nell’occupazione che deve essere contestualizzata in un quadro temporale più ampio. Se da un lato si registrano aumenti nelle forme di occupazione più stabili, con un ingresso maggiore di giovani e donne nel mercato del lavoro, dall’altro la maggior parte dei nuovi posti di lavoro è caratterizzata da contratti a tempo determinato. Questo scenario solleva interrogativi sulla sostenibilità e sulla qualità dell’occupazione nella regione.

Divari Regionali e Banche in Diminuzione

Il rapporto di Banca d’Italia mette in luce una Puglia a diverse velocità, con un aumento dei divari tra i livelli di occupazione, prodotto e benessere. Le province di Bari, Lecce e Bat mostrano performance positive, mentre Foggia, Brindisi e in particolare Taranto faticano a recuperare terreno. Sul fronte bancario, il calo degli sportelli continua, con una diminuzione di 20 unità nel 2025, portando il totale a 916 sportelli in 189 Comuni.

Conclusioni e Prospettive Future

In sintesi, la Puglia si trova in una fase di transizione, con segnali di crescita in alcuni settori e difficoltà in altri. È fondamentale che le imprese locali, in particolare quelle attive nei settori del turismo e dei servizi, continuino a innovare e a investire per mantenere la competitività. Inoltre, è essenziale che le politiche regionali e i bandi di sostegno si concentrino su iniziative che possano favorire la stabilità occupazionale e la crescita sostenibile, per evitare che i divari regionali si amplino ulteriormente.

Le interviste a Marcello Malamisura, capo della sede di Bari di Banca d’Italia, e Vincenzo Mariani, capo divisione Analisi e ricerca economica della stessa sede, offrono spunti preziosi per comprendere le dinamiche in atto e le strategie necessarie per affrontare le sfide future.

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